Province - Parma si salva, Piacenza no: si va verso l'accorpamento?

Il Consiglio dei Ministri ha stabilito oggi i criteri per il riordino degli Enti previsto dal decreto sulla spending review: avranno solo competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità

Parma si salva. I criteri per il riordino delle Province, stabiliti oggi dal Consiglio dei Ministri, non escludono la nostra città ma Piacenza e Reggio Emilia che verranno accorpate a quelle rimaste. Per Piacenza è probabile l'accorpamento a Parma. In regione saltano anche Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, rimangono invece, oltre a Parma, Bologna, Modena e Ferrara. Le province da accorpare, in tutta Italia, sarebbero 64 su 107, 43 quelle salve. "Il Consiglio dei ministri ha definito i criteri per il riordino delle province previsti dal decreto sulla spending review: in base ai criteri approvati, i nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2.500 chilometri quadrati".

È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. "Nei prossimi giorni - continua il comunicato - il Governo trasmetterà la deliberazione al Consiglio delle autonomie locali (CAL), istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali (in mancanza, la deliberazione verrà trasmessa all’organo regionale di raccordo tra Regione ed enti locali). La proposta finale sarà trasmessa da CAL e Regioni interessate al governo, il quale provvederà all’effettiva riduzione delle province promuovendo un nuovo atto legislativo che completerà la procedura.

"Le nuove province eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze finora esercitate dalle Province vengono invece devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto "Salva Italia"). La soppressione delle province che corrispondono alle Città metropolitane - 10 in tutto, tra cui Roma, Milano, Napoli, Venezia e Firenze - avverrà contestualmente alla creazione di queste (entro il 1° gennaio 2014)".  

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“Questa operazione è importate perché dà l’avvio a quella indispensabile riforma del sistema istituzionale che il nostro Paese deve assolutamente portare avanti per rendere più efficace il sistema stesso e risparmiare risorse vista la gravissima crisi che stiamo vivendo – dice il presidente della Provincia di Parma e presidente Upi Emilia Romagna Vincenzo Bernazzoli - Le Province danno l’esempio, è chiaro che non ci si può fermare lì e che occorre chiamare in causa nello sforzo di razionalizzazione tutti i livelli istituzionali, dallo Stato ai Comuni. E’ quindi una occasione importante, che va condivisa con i territori e si dovranno trovare le soluzioni più efficaci  per un governo di area vasta che sia utile al territorio”.

La decisione sugli accorpamenti è demandata al Cal, il Consiglio delle Autonomie Locali, dove sono rappresentati tutti gli enti, dalla Regione alle Province e ai Comuni. In base a quello che è stato deciso, le nuove Province dovranno occuparsi di ambiente, viabilità e trasporti. “ Credo però che su questo tema – aggiunge Bernazzoli - si debba aprire una discussione più profonda perché un accorpamento di una istituzione come questa ha bisogno di avere competenze più precise”.

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