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Rifiuti, convenzione scaduta. Pizzarotti: "La penale è inesistente"

Il consulente Rabitti interviene sulla questione della convenzione scaduta nel 2011 attestando incongruenze sui limiti tariffari superati di ben oltre il 20%: "L'inceneritore non è un'opera pubblica"

Una convenzione scaduta nel dicembre 2011 e non nell'ottobre 2012 secondo quanto rilevato inizialmente dal Comune, in contrasto con la data del 2014 secondo Iren, quella per la gestione dei rifiuti a Parma e non inclusiva dello smaltimento, con documenti alla mano motivata dal consulente del Comune Paolo Rabitti, che ha incontrato la stampa alla presenza dell'assessore Folli e del sindaco Pizzarotti. Mesi di analisi dal Comune con consulenze sull'affidamento del servizio gestione rifiuti, per giungere alla conclusione iniziale sulla scadenza nell'ottobre del 2012.

Dopo la richiesta di conferma e delle intenzioni di Atersir in merito per l'affidamento di una
nuova gara d'appalto, con invio di una lettera nel settembre scorso, il Comune ha sostenuto di aver ricevuto risposte poco chiare in merito, con risposte negative senza fornire delucidazioni, ha sostenuto l'assessore Folli. Con le anticipazioni rese note da ParmaDaily, è emerso che la scadenza era addirittura precedente a quella rilevata dal Comune. L'assessore Folli ha ricordato che nel corso dell'ultimo consiglio locale, alla presenza tra gli altri anche del direttore Atersir Belladonna, il Comune aveva rinnovato la domanda sulla data di scadenza ma senza alcuna risposta.

NUOVA GARA D'APPALTO - "Intendiamo chiedere la convocazione di un nuovo consiglio locale alla luce dei fatti per valutare una nuova gara d'appalto, con criteri specifici. Supporteremo la netta separazione tra chi gestisce la raccolta differenziata e chi si occupa dello smaltimento dei rifiuti". Carte alla mano, secondo la legge regionale la convenzione è scaduta, quanto sostenuto dall'ing.Rabitti, con scadenza della convenzione secondo la legge con tempi anticipati rispetto a quanto sostenuto da Iren e dagli enti.

"Questo cambia le carte in tavola. Abbiamo cercato di approfondire la questione scadenza. Il 21 novembre la risposta della Regione che ribadisce il concetto, non l'unico ente, dato che anche il garante per la concorrenza e la Procura lo hanno stabilito. Secondo il decreto Ronchi del 5 febbraio 1997 la gestione dei rifiuti ne prevede anche lo smaltimento. La Regione, in contrasto col decreto Ronchi, con una legge del 1999 ha separato la gestione dallo smaltimento, per non modificare le convenzioni in essere, andando a contrastare con la normativa nazionale e con quella comunitaria".

DOCUMENTI E INCONGRUENZE - Le prove presentate nel corso della conferenza stampa dal consulente Rabitti riguardano la convenzione del 2004 nella quale emerge la contraddizione nel passaggio da Amps, pubblica, a Enia Spa, privata: "Come una ditta privata poteva subentrare a una pubblica senza appalto?". Tra i punti contestati la presenza dell'avverbio "preferibilmente", che ricorre nei documenti della Provincia in merito. Tra le contraddizioni evidenziate da Rabitti nella convenzione del 2004 la questione relativa alle tariffe, dove si dice che "Le parti si danno atto che i prezzi per lo smaltimento e/o trattamento dei rifiuti saranno concordati con l'Agenzia ai sensi dell'art.18 c.2 della L.R. 25/99".

Ma leggendo il testo di legge emerge che il prezzo non deve discostarsi più del 20% dalla media regionale, cosa di fatto avvenuta: "A tal fine i gestori dello smaltimento concordano con l'Agenzia il prezzo del recupero e dello smaltimento articolato per tipologia e caratteristiche degli impianti. Qualora quest'ultimo si discosti più del 20% da quello medio regionale, determinato periodicamente dall'Autorità di cui all'articolo 20 della presente legge, dello scostameno deve essere data apposita motivazione e la medesima è sottoposta al parere dell'Autorità".

Si tratta di tariffe che si sono discostate ben più del 20% ha sottolineato Rabitti, al quale fa eco Folli sostenendo che il Comune potrebbe avviare procedure per verificare obblighi e ipotesi di rimborso. Scadendo la convenzione, è scaduto anche l'accordo, sottolinea il consulente del Comune. Nell'accordo stipulato tra Comune di Parma e Enia nel 2006 ex art.18 l.r.20/2000 chiunque ne abbia preso parte non poteva non essere a conoscenza della scadenza del dicembre 2011, quando è stata avviata la procedura per la realizzazione dell'inceneritore tutti dovevano sapere che la convenzione non sarebbe stata più in vigore, questo significa che l'inceneritore non è un'opera pubblica".

PROSSIMI PASSI DEL COMUNE - Prossimi passi del Comune la richiesta di indizione di un nuovo consiglio locale per discutere con gli altri comuni su un nuovo bando, che però richiederà tempi lunghi, forse anche un anno, ha ipotizzato Folli ribadendo che, nonostante la scadenza, trattandosi di un servizio di pubblica utilità il gestore ha il dovere di continuare a garantirlo. "Non vogliamo fare una crociata contro Iren, ha sottolineato Folli, stiamo lavorando bene con il porta a porta. Ma vogliamo trasparenza e ristabilire la verità a beneficio del territorio". La penale di cui Bernazzoli parlava nel corso della campagna elettorale relativamente all'inceneritore è inesistente, ha ribadito Pizzarotti, dato che non esiste un contratto e di conseguenza neanche una penale. "Giusto che si torni a gara inserendo criteri che diano una sterzata verso un modello di smaltimento separato da quello della raccolta, per evidenti ragioni di interesse".

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