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Rifiuti, Savani: "La Polis siamo noi, non le Spa aliene dal territorio"

Una riflessione del consigliere M5S sulla situazione parmigiana, dalla gestione dei rifiuti con la municipalizzata alla presenza di due realtà contrapposte: "Da una parte il Comune, dall'altra una Spa quotata in Borsa"

Fabrizio Savani, consigliere del Movimento 5 Stelle, i esprime in merito alla situazione cittadina riguardo la raccolta differenziata e lo smaltimento dei rifiuti. La sua riflessione si concentra sul cambiamento della gestione dei rifiuti nel corso degli anni sino alla situazione attuale e alla necessità di portare avanti battaglie legittime per il bene dei cittadini. “Erano i primi anni 70 e la gestione rifiuti era affidata all’azienda municipalizzata nettezza urbana, AMNU SpA. Nel 99 il Comune trasferisce ad AMPS  SpA (evoluzione di AMNU) diversi servizi compreso trasporto e spazzamento rifiuti. Nel 2000 alcuni privati (2 SpA) acquistano una partecipazione di parte del capitale sociale di AMPS SpA. Nel 2002 il Comune trasferisce ad AMPS  SpA lo smaltimento dei rifiuti.

La conseguenza è che l’intero ciclo dei rifiuti si pone a capo di un unico soggetto gestore (dalla raccolta allo smaltimento). Nel 2004 – 2005 AGAC (multi utility di RE), TESA (PC) e AMPS si fondono per unione fra loro costituendo in tal modo ENÌA. Questa subentra così nei rapporti attivi e passivi delle 3 società fuse, nei  contratti e negli gli atti preesistenti. “Eredita” anche l’affidamento della gestione integrata dei rifiuti da AMPS. Nel 2010 nasce IREN dalla fusione tra IRIDE, la Società che nel 2006 aveva riunito AEM Torino ed AMGA Genova, ed ENÌA. Si deduce che se prima AMPS era tutta del Comune di Parma e la gestione del servizio pubblico era riconducibile al Comune medesimo ora IREN ha come soci anche altri Enti. Non si tratta più di un affidamento diretto del servizio pubblico da parte del Comune ad una società controllata dal Comune stesso dove i cittadini vedono e percepiscono che la gestione è riconducibile all’Ente locale e a un qualcosa che è parte del territorio”.

COMUNE DA UNA PARTE, SPA QUOTATA IN BORSA DALL’ALTRA - “Ora invece la multiutilty che gestisce il servizio è percepita come estranea al territorio. D’altro canto il Comune possiede solo il 6,11 % (circa) delle quote capitale ed è evidente che non può influire in modo determinante sulla politica gestionale ed ambientale dell’azienda. E’ così ora ci sono due realtà con obiettivi diversi. Da una parte il Comune col suo intento prioritario di tutelare la salute pubblica e dall’altra una SpA quotata in Borsa, col suo intento prioritario di tutelare l’utile e i suoi azionisti.In questo triste periodo storico italiano una parte del mondo affaristico e finanziario è entrato da decenni nella politica fondando una sorta di “partitismo laterale” che prospera senza alcun rispetto per il diritto, per la morale, per l’ambiente”. Sottolineata nella riflessione del consigliere M5S la volontà di un cambiamento cittadino, sulla base del buon senso e della tutela dei cittadini, che può partire, secondo quanto affermato da Savani, da un’informazione trasparente e radicale, per raggiungere consapevolezza dei diritti cittadini.

LE SPA SONO ALIENE DAL TERRITORIO – “Come cittadini di Parma, come politici di Parma,  dobbiamo impegnarci per le battaglie legittime che vale la pena di portare avanti. Non possiamo starcene inermi  ad ascoltare delle bugie. Ognuno di noi può fare la differenza. Consapevolezza, responsabilizzazione, indignazione ed azione. La Polis siamo noi e non delle SpA aliene al nostro territorio. Ogni cittadino è il riflesso delle proprie convinzioni, della propria coerenza, del proprio ambiente, dell’attenzione per la salute della propria famiglia. Comunità deriva dal latino e vuol dire condividere un dono,  il dono della reciprocità e della propria identità. Ciò che è giusto è anche vero; ciò che è vero è in accordo  con la realtà; e la realtà è che Parma non vuole alcun inceneritore. La passione civile, questo sentimento intenso che ha già scosso Parma deve ora trovare gli strumenti per legittimare il buon senso. Il buon senso che legittimamente spazzi via l’inquinamento di ogni ipotetico eco mostro in una città fra le più inquinate d’Italia e d’Europa. 120 sforamenti dei limiti di PM10 nel 2012. 7 sforamenti sui primi 10 giorni del 2013. Cosa altro serve per capire”.

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