I sindaci dell’Emilia Romagna al Governo: “No all’importazione di rifiuti e premiare i territori virtuosi”

Tutti i sindaci dei comuni capoluogo dell'Emilia Romagna hanno firmato, e inviato nei giorni scorsi, una lettera ai ministri Andrea Orlando e (ambiente) e Falvio Zanonato (sviluppo economico)

Tutti i sindaci dei comuni capoluogo dell’Emilia Romagna hanno firmato, e inviato nei giorni scorsi, una lettera ai ministri Andrea Orlando e (ambiente) e Falvio Zanonato (sviluppo economico) e al Presidente della Regione Vasco Errani e all’assessore Gian Carlo Muzzarelli. Hanno voluto così far conoscere al Governo le loro opinioni e le strategie adottate in materia di gestione rifiuti. E, in particolare, hanno messo in guardia i Ministri sul fatto che un piano nazionale che prevedesse il conferimento da altre regioni sarebbe assolutamente inaccettabile, perché penalizzerebbe i territori più virtuosi e i cittadini più impegnati nella ricerca di soluzioni alternative allo smaltimento in discariche ed inceneritori.

Partendo dalle scelte strategiche del Piano regionale per la gestione dei rifiuti, che si propone di conciliare sviluppo economico e politiche ambientali, i sindaci testimoniano dell’impegno in atto per passare dal modello provinciale al modello regionale, che “consente economie di scala”, quindi un utilizzo ottimale e una progressiva riduzione degli impianti. Nella lettera si ricorda che dal 2009 al 2012, in Emilia Romagna, i rifiuti avviati a smaltimento si sono ridotti del 15%, che in discarica ne sono stati conferiti il 30% in meno e negli inceneritori il 15% in più. Attualmente in Emilia Romagna gli 8 inceneritori in funzione hanno una capacità di 1.100.000 tonnellate l’anno, ma il piano prevede una riduzione del 25% di produzione di rifiuti e il 70% di raccolta differenziata nell’anno 2020, anno in cui nella nostra Regione si conta di avviare a smaltimento solo 650.000 tonnellate di rifiuti urbani.

Gli obiettivi sono ambiziosi e impegneranno le comunità a rivedere radicalmente la gestione dei rifiuti. Ma proprio per questo si sottolinea che vengono ritenuti “improponibili piani nazionali che vedano flussi di rifiuti a livello sovra-regionale”. Come a dire che ogni regione dovrà gestirsipropri, anche per rispetto dovuto alle comunità più virtuose. La lettera si conclude con una serie di proposte: finanziamento nazionale dei piani di recupero dei rifiuti; incentivi economici ai territori che ne producono meno e attuano la raccolta differenziata; erogazione di contributi Conai inversamente proporzionali al conferimento di imballaggi.

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“Abbiamo condiviso questa strategia – commenta l’assessore Gabriele Folli – convinti che Parma stia facendo al meglio la sua parte e che a livello regionale ci siano tutte le condizioni per una gestione adeguata e consapevole dei rifiuti, equilibrando l’impegno dei diversi territori, con l’obiettivo di ridurre nel tempo gli impianti di smaltimento. Nella stessa ottica anche il piano regionale deve tener conto delle performance dei diversi territori in materia di raccolta differenziata nella scelta delle priorità di spegnimento degli impianti”.

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