Università, l'Ateneo parmigiano sarà d'elite? L'Udu contro gli aumenti

Torniamo sull'argomento del dopo riforma Profumo. Se con la nascita dei dipartimenti ha provocato "il caos" gli aumenti mettono a rischio il diritto allo studio: "Aumenti del 25%, 50% e 100%, per i fuoricorso nessun limite"

L'Udu di Parma protesta in via Pasini

Dopo Profumo. Torniamo sull'argomento dei cambiamenti che stanno investendo le Università italiane e l'Ateneo parmigiano. La riforma del Ministro dell'Istruzione ha abolito le facoltà per fare spazio ai dipartimenti. "Ci hanno gettato nel caos" è stato il commento di Anna Maria Cavalli, preside della Facoltà di Giornalismo. L'Unione degli Studenti di Parma torna a parlare dell'aumento delle tasse e a reclamare il diritto allo studio universitario. Se la tassa regionale è passata da 98 a 140 euro per gli aumenti delle tasse di iscrizione i più colpiti saranno fuoricorso e extracomunitari.

"Aumento delle tasse, nessuna certezza per le borse di studio -scrive l'Udu di Parma in una nota- e soprattutto nessuna vera previsione di investimento per la copertura totale degli studenti capaci e meritevoli ma privi di mezzi. Questo prevede la nuova riforma sul diritto allo studio che è stata approvata a marzo di quest'anno. Il primo aumento effettivo previsto riguarda la tassa regionale che da 98 euro è arrivata a ben 140 euro, quindi più della metà degli investimenti nel diritto allo studio saranno soldi presi dalle tasche degli studenti.

Lo Stato infatti chiede 75 milioni di euro in più con la tassazione studentesca, arrivando ad un gettito nazionale di quasi 246 milioni di euro, cioè quanti lo Stato ne aveva stanziati nel 2010. Dal 2010 però sono iniziati i tagli al fondo per le borse di studio e quest’anno il fondo nazionale è di 175 milioni. In base anche al contributo che le regioni saranno chiamate a garantire, gli studenti copriranno con le tasse per la prima volta il 50,3 % della spesa per borse di studio, una realtà inaccettabile per l'aumento delle tasse e per la gravissima deresponsabilizzazione dello Stato, per di più, nonostante tale incremento, i fondi non saranno ugualmente sufficienti a garantire la copertura totale dei borsisti per quest'anno accademico.

Ma il collasso non si ferma qui, secondo le nostre prime proiezioni la sola università di Parma avrebbe a disposizione un nuovo tesoretto pari a 6.560.371,00 euro, se solo decidesse di aumentare la tassazione degli studenti in corso con ISEE superiore a 40.000 euro, mentre per gli studenti fuori corso sono previste diverse fasce di isee a cui verrà aumentata la tassa del 25% del 50% e del 100%. L’aumento ipotizzato riguarda quindi tutti gli studenti, ma per i fuoricorso e gli extracomunitari non ci sarà più alcun limite.

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L'art 34 della Costituzione però stabilisce che la Repubblica è chiamata a garantire il diritto allo studio universitario non di certo a rivolgere i costi sugli studenti. Questo articolo fondamentale non può essere cancellato con poche righe inserite a tradimento in una legge. L'Unione degli Universitari di Parma per impedire questi aumenti ha immediatamente avviato un confronto con l'amministrazione per raggiungere il prima possibile un tavolo per riformare il sistema di tassazione, per cercare di applicare fasciazioni più eque e in questo modo limitare il più possibile gli aumenti. Quando il tavolo verrà avviato provvederemo ad informare gli studenti e nel frattempo cercheremo di coinvolgerli ed elaborare con loro proposte e idee per trovare una soluzione che sia condivisa da tutte le parti coinvolte".

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