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Scarichi nel Rio Termina: la Provincia sanziona e diffida un’azienda agricola 

La ditta, che ha un grosso allevamento di bestiame, non aveva l’autorizzazione agli scarichi e versava direttamente nel rio i reflui della sala mungitura, provocando le proteste dei cittadini. Canova: “Tolleranza zero su questi comportamenti illeciti”

E’ stato rapido ed efficace, nei giorni scorsi, l’intervento della Provincia per porre fine allo scempio del Rio Termina nel tratto di Castione Baratti. Erano stati alcuni cittadini a segnalare che le acque superficiali del rio erano inquinate da continui scarichi di liquami, provenienti probabilmente da scarichi di tampe, con conseguente cattivo odore persistente.

Le istituzioni hanno fatto il punto della situazione in un incontro che si è svolto in Piazza della Pace il 13 luglio, a cui hanno partecipato l’Assessore all’Ambiente del Comune di Traversetolo, il Sindaco di Neviano degli Arduini, esponenti di Arpa, Lega Ambiente, Corpo Forestale dello Stato, Guardie ecologiche volontarie, Polizia Provinciale e Servizio Ambiente della Provincia.

E’ scattato il coordinamento per effettuare sopralluoghi mirati per reprimere l’illecito, con controlli di pronto intervento mirati alle aziende agricole della zona. La Provincia si è attivata già dal 15 luglio e nel corso di un sopralluogo sul rio Termina in località Guardasone ha accertato uno scarico di reflui in acque superficiali, effettuato da una ditta di allevamento bestiame del posto, che scaricava direttamente dal torrente i reflui della sala mungitura. Dal prelievo dei reflui è anche risultato un ampio superamento dei limiti di legge.

La Polizia provinciale ha perciò contestato con verbale di accertamento sia la violazione della legge per scarico non autorizzato, elevando la relativa sanzione amministrativa, sia il superamento dei limiti tabellari. La ditta, oltre che sanzionata, è stata diffidata dal proseguire nel comportamento illecito ed invitata a mettersi in regola.

“Episodi di questo tipo non possono essere tollerati – dichiara la Delegata provinciale all’Ambiente Michela Canova – e la Provincia ha scelto quindi la linea dura di intervento, mettendo in atto tempestivamente le strategie necessarie. Il risultato ci dà grande soddisfazione, anche perché a individuare le responsabilità è stata la Polizia provinciale, che in questa circostanza, come già in molte altre, ha dimostrato il proprio ruolo fondamentale per la tutela ambientale.”

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