Comune, sindacati preoccupati per la riorganizzazione e gli aumenti

Le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil ritengono l'operazione trasparenza avviata dal Commissario Straordinario Ciclosi necessaria ma esprimono perplessità per l'aumento annunciato di Irpef e Imu

Duc

Luci ed ombre sulle scelte riorganizzative che il Commissario Straordinario Mario Ciclosi sta apportando alla macchina comunale. Dopo gli incontri degli scorsi giorni i sindacati di Parma si sono espressi sulla vicenda dei dipendenti del Comune di Parma e di quelli esterni della società Mediagroup -che reggono però importanti servizi comunali. Da Ciclosi sono arrivate garanzie occupazionali ma rimangono i quasi certi aumenti della tassazione sui cittadini tramite IRPEF e IMU come il taglio di alcuni meccamismi di sostegno alle famiglie disagiate.  

Cgil, Cisl e Uil "si impegnano a vigilare affinché la situazione attuale trovi nella riorganizzazione annunciata dal Commissario una soluzione la più possibile equa e trasparente, pur sapendo che i lavoratori e i cittadini dovranno pagare il fallimento di un modello Parma rappresentato dalla precedente Amministrazione basato in gran parte sui proclami e gli annunci di facciata e in realtà nutrito, in alcuni settori di corruzione e illegalità. Naturalmente questa 'operazione trasparenza' avviata dal Commissario è necessaria e ineludibile, secondo i sindacati confederali, che tuttavia temono che il processo di razionalizzazione annunciato da Ciclosi possa mettere a rischio occupazione e qualità dei servizi, nonostante l’impegno dichiarato dal commissario stesso ad evitare qualsiasi licenziamento".

"Si aggiunge inoltre -continuano i sindacati- la preoccupazione relativa al mancato confronto sul bilancio preventivo, che dovrà essere approvato per motivi di urgenza, anche per liberare risorse per saldare i fornitori entro il 31 dicembre. A tale proposito le perplessità più significative riguardano l’aumento prevedibile della tassazione sui cittadini (IRPEF e IMU), i rincari di tariffe e rette, la possibile cancellazione o riduzione di una serie di provvedimenti a sostegno delle famiglie e delle fasce sociali più deboli, interventi che i sindacati vorrebbero poter discutere, ritenendo di essere portatori delle istanze di chi, sarà chiamato a rimediare agli errori di una classe dirigente inadeguata e inaffidabile".

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