Cronaca

"Il Tardini? Sì alla riqualificazione se in nome della sostenibiità"

L'appello di Europa Verde: "Sarebbe una grave contraddizione che un luogo di sport e quindi potenzialmente di benessere si trasformasse in un generatore di malessere e di aria insalubre per i cittadini"

"Zero consumo di suolo, aree verdi, riqualificazione energetica, materiali a basso impatto ambientale, pianificazione di una struttura per la migliore gestione dei rifiuti, un strategia di mitigazione del traffico in occasione degli eventi, sono alcune condizioni per noi imprescindibili". E' questa in sintesi la richiesta di Europa Verde, associazione che ritorna sul tema del momento, la riqualificazione dello stadio Tardini, ad opera del presidente americano del Parma, Kyle Krause. I Verdi hanno aperto all'opera di riammodernamento, purché si rispettino dei cardini, in nome della sostenibilità e tenendo conto anche del problema della mobilità. 

"La riqualificazione di un luogo centrale e legato alle vite di tantissimi cittadini è l’occasione per trasmettere il messaggio che per affrontare le nuove sfide sociali e le ripercussioni dei cambiamenti climatici sulla nostra città occorre intraprendere passi concreti e decisi nella direzione della sostenibilità ambientale in tutti gli ambiti, attraverso competenze, tecnologia e innovazione. Oggi riqualificare uno stadio non deve per forza tradursi in un aumento dei disagi per chi abita in zona ma deve puntare a risolverli. Abbiamo accolto con favore la richiesta di consulenza specializzata sulla mobilità da parte del Comune verso l’azienda MIC (Mobility in Chain). Riteniamo quindi necessario che con la presentazione di una prima bozza progettuale siano rese pubbliche anche le prime proposte volte a risolvere i flussi di traffico e i disagi legati alla sicurezza nei giorni di partita. Occorre tenere presente che lo Stadio si trova in uno dei tanti quartieri con l’aria già altamente inquinata, per cui è necessaria attenzione in termini di progettazione, allo studio dei flussi di autoveicoli che una struttura aperta sette giorni su sette, com’è stato pubblicizzata, potrebbe comportare.

Sarebbe una grave contraddizione che un luogo di sport e quindi potenzialmente di benessere si trasformasse in un generatore di malessere e di aria insalubre per i cittadini. È necessario che la riqualificazione dello Stadio rappresenti un progetto di rigenerazione urbana che sia soprattutto un’occasione di rigenerazione ambientale e sociale. Uno stadio che abbia l’ambizione di trarre ispirazione architettonica dai simboli della nostra Città, sarebbe da un punto di vista morfologico fuori luogo se non fosse coerente nella sua struttura con l’estetica del quartiere che lo accoglie e soprattutto non fosse connotato con coerenza come vertice di continuità tra le grandi aree verdi della Cittadella e del Parco Ferrari".

I Verdi chiedono poi una maggiore presenza di vegetazione, la stessa che garantirebbe una maggiore armonia paesaggistica con i simboli verdi del quartiere e favorirebbe la vivibilità del perimetro attraverso un abbassamento della temperatura e una mitigazione degli inquinanti. Secondo l'associazione ambientalista, serve agire in nome della sostenibilità, del benessere e dell'accessibilità. "Europa Verde accoglie in modo positivo l'impegno preso dall'Amministrazione di garantire l’esistenza della Scuola Puccini nelle sue funzioni, tuttavia chiede che siano tutelati anche gli esercizi commerciali del quartiere, per questo Europa Verde chiede che i nuovi punti commerciali previsti all'interno dello stadio non siano sovrapponibili con quelli presenti nella zona, e che le attività previste non siano quelle di un Mall ma assolvano a funzioni anche sociali che si possano integrare con quelle già presenti all’interno del tessuto urbano del quartiere. Europa Verde può concepire solo in questi termini la riqualificazione dello stadio “Ennio Tardini”, soprattutto in una fase storica contrassegnata dalla profonda crisi sociale per gli esiti della pandemia e dalla grave emergenza climatica in atto".

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