Riserva Parma Morta a Mezzani: verso la nuova gestione condivisa

Con la firma della convenzione fra l'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità dell'Emilia Occidentale e il Comune di Mezzani è ai blocchi di partenza la nuova gestione condivisa della Riserva Naturale Parma Morta di Mezzani

Con la firma della convenzione fra l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Occidentale e il Comune di Mezzani è ai blocchi di partenza la nuova gestione condivisa della Riserva Naturale Parma Morta di Mezzani. La Parma Morta, zona umida di grande valore ecologico, è un piccolo gioiello della pianura parmense che accoglie numerose specie di interesse  naturalistico. Istituita nel 1990, è una preziosa testimonianza delle antiche dinamiche fluviali ed è gestita dal 1995 dal Comune di Mezzani che, con vari interventi,  ne ha garantito l’ottimo stato di conservazione secondo gli indirizzi  della Provincia di Parma, Ente responsabile della Riserva. Nel 2013 la gestione della Riserva è stata trasferita dalla Provincia ai Parchi dell’Emilia Occidentale che intendono dare continuità alla collaborazione con il Comune di Mezzani.

“Il ruolo del Comune è fondamentale come contatto diretto con la Riserva e per gli investimenti che lo stesso Comune ha realizzato negli anni” dichiara Agostino Maggiali Presidente dell’Ente, e aggiunge “per i Parchi dell’Emilia Occidentale un nuovo tassello si aggiunge ad un territorio già molto ampio fra le Province di Parma e Piacenza che intendiamo governare “a sistema” in modo omogeneo secondo gli obiettivi della sostenibilità, della valorizzazione turistica e della promozione delle attività produttive compatibili”.

E l’Assessore all’Ambiente del Comune di Mezzani Roberto Cantoni aggiunge ”I nostri  vecchi raccontano che la Parma Morta è stata da sempre importante per la gente di Mezzani. Durante la guerra e subito dopo gli abitanti di Mezzani andavano a pescare nella Parma Morta per procurarsi il cibo. In seguito, quando è stata trasformata in Riserva, la gente ha vissuto questo come un vincolo. Oggi, dopo tanto impegno,  i cittadini hanno compreso l’importanza del luogo, diventandone quasi i custodi e segnalando problemi o cambiamenti”. 
E continua “da sempre abbiamo creduto nel valore che la Riserva ha per la comunità locale: oltre ad interventi di ripristino ambientale, ha grande importanza come spazio verde per i cittadini”. 

Michele Zanelli Responsabile dell’Area Tecnica dei Parchi aggiunge “è importantissimo avere inserito la Riserva nel nostro ambito operativo: in questo modo tutte le aree protette della provincia avranno una gestione coordinata trasversale a piu’ temi, dagli interventi di recupero ambientale alle pratiche autorizzative, dalle iniziative per il pubblico ai percorsi educativi per le scuole”.La nuova convenzione trasferisce infatti ai Parchi le competenze sulla vigilanza del territorio, sui nulla osta e i pareri tecnici, sugli interventi di miglioramento e ripristino ambientale e  sulla informazione e educazione ambientale. Il Comune, oltre ad investire risorse economiche per la gestione, affida all’Ente in comodato gratuito  il proprio patrimonio presente nella Riserva e in particolare il centro di accoglienza, di cui fa parte anche un interessante acquario didattico con specie di acqua dolce.

La recente legge regionale sulle aree protette prevede inoltre il trasferimento della gestione di tutte le Riserve Naturali Regionali della provincia ai Parchi dell’Emilia Occidentale (Riserva Torrile Trecasali, Riserva Monte Prinzera e Riserva dei Ghirardi), una sfida importante, che i parchi intendono affrontare mettendo in campo risorse e competenze qualificate. 

La scheda tecnica della Riserva. Situata interamente nel Comune di Mezzani,  tra le foci dei torrenti Parma ed Enza, si estende per 66 ha e tutela un tratto lungo quasi 5 km dell’antico alveo fluviale nel quale sino alla metà dell’Ottocento scorrevano le acque del torrente Parma prima di confluire nell’Enza. Nel 1870 la deviazione del Torrente Parma portò questo corso d’acqua ad immettersi direttamente in Po lasciando l’ultimo tratto del torrente escluso dal flusso diretto delle acque, dando così origine alla Parma Morta. Il ramo fluviale abbandonato è oggi una zona umida importante per accogliere piante e animali che non trovano piú spazio nell'ambiente circostante: anfibi, rettili, uccelli frequentano le acque stagnanti, coperte da lenticchia d'acqua; lungo le rive crescono carici e altre elofite, mentre intorno si osservano arbusti di frangola e limitati lembi di bosco planiziale con farnia, olmo e acero campestre. 

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