Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Pannelli fotovoltaici dismessi rivenduti in Africa: ai vertici del gruppo un imprenditore di Traversetolo

I carabinieri del Noe hanno smantellato un'associazione a delinquere internazionale: 22 misure cautelari, 71 denunce e sequestri per 40 milioni di euro. Sequestrate 12 aziende

Rivendevano in Africa i pannelli fotovoltaici che avrebbero dovuto smaltire, in quanto rifiuti pericolosi. Un imprenditore, titolare di un'azienda di Traversetolo, sarebbe tra i vertici dell'associazione a deliquere internazionale, sgominata dalla maxi operazione dei carabinieri del Noe di Perugia. A conclusione delle indagini 22 persone sono state sottoposte a misure cautelari, 71 sono state denunciate: ci sono state perquisizioni e sequestri - per 40 milioni di euro - in varie città d'Italia.  

Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti anche pericolosi, gestione illecita di rifiuti, traffico transfrontaliero illecito, auto riciclaggio, contraffazione, alterazione e uso di marchi o segni distintivi. Sette sono finiti ai domiciliari, otto sottoposti a obbligo di dimora, cinque hanno l'obbligo di firma quotidiana, due imprenditori hanno il divieto temporaneo di esercitare attività aziendale. Altre 71 sono invece le persone denunciate perché invischiate nell'ampio giro che in tutta Italia recuperava, attraverso numerose aziende, rifiuti speciali Raee e pannelli fotovoltaici, fingendo di smaltirli e invece rivendendoli in Africa.

Le indagini: traffico illecito di pannelli fotovoltaici 

L'indagine è nata a fine 2016 quando il Noe e di Perugia sequestrò 300 tonnellate di rifiuti pericolosi in un'azienda di Gualdo Tadino, corredati di certificati fasulli che hanno portato a galla il giro di riciclaggio. Di fatto, i pannelli fotovoltaici erano rifiuti speciali che invece di essere smaltiti correttamente venivano dichiarati funzionanti e rivenduti in Senegal, Burkina Faso, Nigeria, Marocco, Mauritania, ma anche Turchia e Siria. 

Ai vertici anche un imprenditore di Traversetolo

A emergere è stata una fitta rete nazionale composta di diverse micro associazioni a delinquere, tutte facenti capo a cinque imprenditori ritenuti i vertici del traffico internazionale. Le loro aziende hanno sede, oltre che a Traversetolo, a Gualdo Tadino (Perugia), Casale sul Sile (Treviso), Crespano del Grappa (Treviso) e Siracusa e tramite molte altre compiacenti ritiravano pannelli fotovoltaici dismessi da privati e attività, che per questo servizio pagavano profumatamente. Trasferitili negli stabilimenti dove per legge dovevano essere smantellati, producevano dei documenti falsi dichiarandone la distruzione e consegnandoli agli ignari produttori che glieli avevano ceduti che in questo modo potevano chiedere i contributi statali per l'acquisto dei pannelli nuovi. Nel frattempo l'organizzazione dichiarava falsamente che i pannelli (mai smontati) erano attrezzature usate ma funzionanti e li rivendevano all'estero. Un escamotage che consentiva un triplice guadagno: l denaro ricevuto dai produttori per ritirare e smaltire i pannelli, il risparmio sui costi di smaltimento (mai effettuato) e il guadagno della vendita all'estero.

Sequestrate dodici aziende 

In concomitanza con l'esecuzione delle misure cautelari sono finite sotto sequestro dodici aziende specializzate nel trattamento di rifiuti Raee e i beni al loro interno, per un valore di 40 milioni. Altri cinque impianti sono stati perquisiti e altre 38 sarebbero le società connesse con l'organizzazione illecita.

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