“Romeo & juliet” alla casa della musica

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Continuano gli appuntamenti di "Da Ginger a Fred: Musical e non solo musical" la nuova edizione di Cinema alla Casa della Musica-Estate organizzata dalla Casa della Musica in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna: lunedì 29 luglio alle 21, sempre a ingresso gratuito nella Sala dei Concerti della Casa della Musica dotata di aria condizionata, sarà la volta di Romeo & Juliet, di Baz Luhrmann, del 1996. "L'inventore del cinema postmoderno" così è stato definito il regista, sceneggiatore e attore australiano, autore di film quali Moulin Rouge, Australia, Il grande Gatsby, talento formatosi a teatro ma esploso al cinema, capace di accostare film, musica e pittura in un unico meraviglioso calderone.

Per capire di che valore sia la sua rilettura della tragedia di Shakespeare, basta leggere la critica a suo tempo scritta da Irene Bignardi su Repubblica: «E chi non ha pregiudizi vedrà con divertimento, continue sorprese, e - sì - commozione William Shakespeare's Romeo & Juliet, scommessa (vinta) del regista australiano Baz Luhrmann; il suo film è un mosaico postmoderno pieno di ammicchi e di citazioni, un videoclip, un musical, un "action movie" che racconta una guerriglia tra bande rivali, la visione fantasy di un mondo prossimo venturo non propriamente piacevole. Ma è anche Romeo e Giulietta, ambientato in una immaginaria ma non troppo Verona Beach, rumoroso, eccessivo, iconoclasta: la prova, forse non necessaria ma certamente affascinante, che il testo del Bardo può reggere qualsiasi manomissione e continuare a funzionare. Non fatevi spaventare dal primo scontro tra le due fazioni al distributore di benzina. Tra un prologo e un epilogo in cui il testo scespiriano è letto - con il prevedibile effetto comico - da un'annunciatrice del telegiornale, il film dà di meglio e dipana continue sorprese: risse in stile "West Side Story" balletti alla Busby Berkeley, feste faraoniche in casa Capuleti, padre Lorenzo in versione ex figlio dei fiori, Mercuzio nero e (questo si sospettava già) gay, i messaggi spediti via Federal Express e un giusto tono ironico-grottesco. Chi tiene insieme questo fuoco di fila di invenzioni, e aiuta a sopportarne gli eccessi da Mtv, sono i due giovani interpreti, Leonardo di Caprio, di bravura e bellezza struggenti, e la fresca Juliet di Claire Danes, che riescono a farci commuovere su una storia di cui sappiamo già tutto».

Si ricorda che l'ingresso alla proiezione è gratuito.

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