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Protezione Civile: i ragazzi del Rondani presentano i progetti ricordando Aurelio

Il momento più toccante è stato quello dell'arrivo dei genitori di Aurelio, che, insieme alle condoglianze, hanno ricevuto dalle mani di Federico Pizzarotti la pergamena di partecipazione al progetto che il loro figlio non potrà più vedere

L'idea è nata dopo l'esondazione del Torrente Baganza: "Visto che il nostro compito è fare progetti - si sono chiesti docenti e studenti dell'Istituto per geometri Camillo Rondani - perchè non progettare un campo di accoglienza da allestire in caso di calamità?". Da qui i contatti con la Protezione Civile Comunale e la Polizia Municipale per realizzare la progettazione non di uno ma di 4 campi di accoglienza in caso di alluvioni, terremoti o altri eventi naturali che dovessero colpire la città.

Cosi i ragazzi delle classi  IV A e IV D, coordinati dalle insegnanti Ilaria Fioretti e Francesca Lombardi, si sono messi al lavoro fianco a fianco con i tecnici della Protezione Civile, in particolare Daniele Fratta, per disegnare  4 possibili campi di accoglienza, dopo un attento studio del contesto territoriale e delle opportunità offerte e delle praticabilità dei luoghi individuati.

Così venerdì 5 giugno, ultimo giorno di scuola, hanno presentato il risultato del loro lavoro al sindaco Federico Pizzarotti, ai tecnici della Protezione Civile, alla polizia Municipale e agli altri ragazzi e insegnanti della scuola. 

Purtroppo, però, fra loro non c'era Aurelio, il compagno di scuola e attivo progettista del campo,  che ha perso la vita in un tragico incidente nei giorni scorsi. E la sua assenza ha segnato l'intero incontro, durante il quale tutti, a cominciare dal sindaco Federico Pizzarotti hanno espresso la partecipazione ad un dolore così grande, che colpisce l'intera comunità quando viene  mancare un ragazzo in circostanze così tragiche.

Dietro i relatori campeggiava la scritta. "Nessuno muore sulla terra  finchè vive nel cuore di chi resta".

Il momento più toccante è stato quello dell'arrivo dei genitori di Aurelio, che, insieme alle condoglianze, hanno ricevuto dalle mani di Federico Pizzarotti la pergamena di partecipazione al progetto che il loro figlio non potrà più vedere.  

Riferendosi alla progettazione dei campi di accoglienza, lo stesso sindaco lo ha definito "un contributo importante e significativo, nato dalla collaborazione fra la scuola e i tecnici comunali che operano nel settore". "In momenti di crisi - ha aggiunto - serve avere persone preparate da affiancare anche a quelle di buona volontà che possono dare una mano come avrà fatto qualcuno di voi spalando fango durante  l'alluvione. La giornata di oggi - ha ricordato Pizzarotti - è per voi una giornata particolare, perchè è successa una cosa che non doveva succedere, ed è giusto ricordare Aurelio valorizzando il lavoro che ha contribuito a fare". Dopo gli interventi di Protezione Civile e Polizia Municipale, i ragazzi stessi hanno illustrato i loro progetti per 4 campi di accoglienza in caso di calamità, che potrebbero essere realizzati nel parcheggio Esselunga di via Traversetolo,  nel Quadrifoglio di baseball centro sportivo Aldo Notari dietro il Palasport, ai campi Stuard  (centro sportivo Ferruccio Bellè) a San Pancrazio e nell'area del Campus Universitario. 

I progetti, realizzati nei minimi particolari, sono molto più che una semplice esercitazione, sono già un contributo importante dei futuri geometri alla città di Parma, un contributo però di cui tutti, a cominciare da loro,  sperano non venga l'occasione di utilizzare.

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