Rossi: "Fondo ridotto del 95%". Contributo per servizi prima gratuiti?

Soddisfazione dell'andamento del progetto Welfare da parte dell'assessore Rossi: "Unica soluzione pensare un sistema alternativo basato su dialogo e solidarietà". Ipotesi di chiedere un contributo per i servizi

Assessore Laura Rossi

Proseguono gli incontri e le consultazioni tecniche con associazioni, cooperative, comitati, consulte, in vista di una prossima convocazione di tavoli per stabilire piani di zona e effettuare incontri pubblici nei quartieri verso una bozza che, entro novembre, diventerà un documento da presentare in consiglio comunale. Esprime soddisfazione l'assessore Rossi per gli sviluppi del progetto di costruzione condivisa e partecipata delle politiche di Welfare: "Siamo partiti dall'analisi dei dati degli ultimi anni sull'andamento della spesa e le risorse economiche impiegate e delle criticità per capire le possibili soluzioni. Non mi sottrarrò a scelte coraggiose e a decisioni forti, perchè c'è la necessità di dare risposte ai cittadini in tempi di crisi".

Tra i macro obiettivi emersi dal dialogo tra i gruppi di lavoro impiegati nel progetto, una modificazione del rapporto tra cittadini e istituzioni: crescita di coesione sociale, idea di partecipazione e condivisione sulla base di un "rapporto che diventi il più possibile circolare tra la domanda del cittadino e la risposta delle istituzioni, mettendo da parte individualismi generalizzati". Parola d'ordine scambio di valori civili e solidarietà, sostiene l'assessore, che commenta ironicamente una situazione difficile per le entrate e per il bilancio: "In questa fase sarebbe sconfortante parlare con l'assessore Capelli. Sul sociale abbiamo cercato di mantenere quanto possibile, le spese sono state ridotte, il problema è la mancanza di entrate, il fondo sociale è stato ridotto del 95%".

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Tanti i frangenti critici dove è necessario ripensare il sistema in atto sinora, commenta Rossi ribadendo l'importanza di ritrovare una coesione sociale, "per offrire un aiuto a chi è in difficoltà, chi perde il lavoro o rischia lo sfratto, ma è necessario che venga anche offerto qualcosa in cambio, ad esempio l'offerta di tempo per svolgere qualcosa per cui si è capaci". Spese elevate per servizi che potrebbero in parte essere erogati da figure diverse, considerando anche possibilità come la banca del tempo, o iniziative di sostegno alla famiglia che in via sperimentale sono state adottate in altre città a livello nazionale ma che, a Parma, non paiono attecchire.

Nessun taglio ai servizi, l'obiettivo, ma una riorganizzazione del sistema per rivedere modalità in atto da tempo ma particolarmente dispendiose, per trovare soluzioni alternative basate sul mutuo scambio: "Dobbiamo fare una scelta coraggiosa e rivedere il sistema di domiciliarità su anziani e minori". Considerata anche l'ipotesi di chiedere un contributo minimo per servizi finora gratuiti, ma nessun dettaglio in merito per il momento dall'assessore.

Difficile anche il quadro che si prospetta per i disabili in uscita dai percorsi scolastici, per i quali per il primo anno sarà difficile fornire risposte, afferma l'assessore. Sul caso Asp è portata avanti l'idea di alienazione di immobili per una costruzione di nuove strutture, ma sottolinea Rossi, non sono ancora state prese decisioni, anche se si pensa già di costruire uno dei due edifici a Villa Parma. Il primo obiettivo la riorganizzazione dei servizi residenziali diurni, ora gestiti con appalto a privati. "Intendiamo ripensare al sistema e passare al metodo di accreditamento con gare di evidenza pubblica per la scelta della gestione. La scadenza del 31/12 è imminente, vogliamo arrivarci con tutti i servizi a posto trovando soluzioni adeguate, poi faremo le valutazioni del caso su Asp, ora non è questa la priorità principale".

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