Nasce Rosso Parma, Cristiano Antonino: "Sguardo sulla realtà partigiano e onesto"

Il direttore del nuovo giornale, che si colloca a sinistra, è Salvo Taranto. Cristiano Antonino, fotoreporter nelle vesti di editore ci racconta: "Noi dividiamo equamente tutto e nessuno guadagna nemmeno il doppio dell'altro: o si mangia tutti, o ci si tiene compagnia nel digiuno"

Nasce Rosso Parma. Un nuovo giornale online che si schiera esplicitamente a sinistra. Il direttore è Salvo Taranto. L'editore è Cristiano Antonino, un fotoreporter che ha fatto un salto in avanti e ha deciso di sperimentare questa nuova strada a Parma, città tra le più competitive per l'informazione, soprattutto quella online. Cristiano, tra un servizio e l'altro, ha risposto alle nostre domande. Rosso Parma

Perché un altro giornale online a Parma, quale sarà la vostra linea editoriale?
"Casomai la domanda va rovesciata: abbiamo poca informazione, nella nostra città! Ed a un momento di grande crisi del cartaceo, che patisce i costi fissi dello strumento carta, più che una vera e propria disaffezione rispetto al genere, non deve corrispondere un calo dell'offerta informativa. Il pluralismo è un valore assoluto, ed uno dei parametri dello stato di salute della nostra Democrazia. La nostra linea editoriale sarà esplicita, e di narrazione continuativa dei temi cari alla Sinistra, ad un popolo espressamente di Sinistra. Se altri ritengono di volerci leggere, evviva evviva: ma che siano sempre consapevoli di essere ospiti in una casa tinteggiata di rosso e nero (i colori cari alla sinistra e all'anarchia). Il nostro è uno sguardo sulla realtà partigiano e onesto, nei limiti della nostra misera umanità, ovviamente".

Sei un fotoreporter. Come ti senti nelle vesti di editore?
"Sai che non ci avevo pensato con serietà? Certamente è il segno di una vecchiaia oramai imbarazzante! Ma a parte gli scherzi, come molte situazioni che albergano il cuore degli esseri umani la risposta interiore è duale. Da un lato è tutto abbastanza invariato: i fotografi sono probabilmente la figura più vicina al lavoratore autonomo del mondo della Comunicazione. Ed in tal senso il passaggio ad Editore non ha comportato grandi cambiamenti nella forma mentis: preventivi, fatture, acconti, chiodi (quanti chiodi, signur!)...tutto resta abbastanza invariato. Da un altro punto di vista invece è cambiato tutto, perché ho la possibilità di trasmettere a ragazzi più giovani ciò che ho avuto la fortuna di imparare gironzolando qui e là per il mondo. Inoltre, senza grandi proclami, potrei porgere uno spunto di riflessione di una qualche utilità agli stessi ragazzi: se un pirla come Antonino riesce ad elaborare un progetto di business dai costi cosi bassi da non prevedere stati debitori ansiogeni in fase di start up, e una formula fiscale che dia dignità a professionisti tra professionisti...eh beh: a quel punto la domanda che potrebbe sorgere è a cosa servano quei ricchi scemi o quei dirigenti molto ben pagati da cui in taluni casi si va in processione per poter sperare di avere un po' di lavoro. In realtà diventare Editore sta assumendo contorni che esulano dalla mia miseranda figura per divenire qualcosa di certamente superiore".
 

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Parlaci della tua nuova squadra di collaboratori. 
"Un vero e proprio cardine è ricoperto da Salvo Taranto, che oltre a far parte del club di quelli che inspiegabilmente mi guardano con affetto, è anche un professionista di prim'ordine. In effetti, a ben guardare, Salvo è il paradigma di un settore composto da ragazzi sovente di eccellente qualità: è un privilegio averlo come socio. E' una persona di notevole intelligenza, merce che non ha prezzo, quando si parla di lavoro. Collaboratori che stiamo valutando, e che promettono dannatamente bene sono certamente Samanta Reverberi e Tommaso Alberini, che Salvo sta introducendo in questo strano mondo che è l'Informazione. Mi hanno fatto un'eccellente impressione, ma cerco di non bruciarne la formazione, che esige una ritmica calma e rilassata. Nocciolo centrale del progetto passa anche dai collaboratori, che verranno pagati sulla base degli introiti che derivano dai click sulla loro pagina. Al netto delle tasse non voglio un euro del loro lavoro: a me fanno già consolidare il brand, un guadagno immateriale molto sottovalutato. Che poi, se ci pensi, in fondo la rivoluzione concettuale sta proprio li, no? Noi dividiamo equamente tutto e nessuno guadagna nemmeno il doppio dell'altro: o si mangia tutti, o ci si tiene compagnia nel digiuno. Penso sarà questo che alla fine potrebbe fare la differenza: la voglia di raccontare la società che vediamo, e di farcela tutti assieme o non farcela proprio. Il gruppo saprà cosa. Come dite qui a Parma "vola bas e schiva i sas": che dio ce la mandi buona e possibilmente bionda!" 

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