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Rubano una borsetta da un'auto allo scambiatore Nord: tre giovani Rom bloccati dai poliziotti

I poliziotti hanno fermato l'auto in via Europa: a bordo anche due jammer, utilizzati per impedire la chiusura delle auto da parte dei proprietari

Si sono avvicinati ad una donna che aveva parcheggiato allo scambiatore Nord e con la scusa di chiedere alcune informazioni, le hanno rubato una borsetta, sono riusciti a scappare ma sono stati poi bloccati dai poliziotti che hanno fermato la corsa dei tre ladri in via Europa. Tre giovani di etnia Rom - un ragazzo di 20 anni e due ragazze di 19 e 22 anni  - hanno effettuato un blitz, finito con il loro arresto per furto aggravato. L'episodio è avvenuto nella giornata di sabato 12 dicembre. Una donna, che si trovava sola nel parcheggio, è stata avvicinata da una ragazza che ha chiesto indicazioni per raggiungere Pittarello: mentre la conducente dave le informazioni una complice ne ha approfittato per rubare la borsetta che si trovava sul sedile dell'auto.

Il terzo complice, alla guida di un'auto parcheggiata lì davanti, è partito per scappare dopo il colpo. I poliziotti, avvisati dalla donna, sono arrivati sul posto in pochi istanti: alcune persone avevano filmato la scena e anche l'auto a bordo della quale i banditi erano scappati. Gli agenti hanno individuato il veicolo in via Europa ed hanno intimato l'alt: a bordo c'erano tre persone di nazionalità italiana e di etnia Rom: un 20enne e due ragazze di 19 e di 22 anni residenti a Reggio Emilia. All'interno dell'auto, oltre agli effetti personali della donna derubata, c'erano anche due jammer, piccoli attrezzi elettronici che permettono di disturbare le frequenze radio, spesso utilizzati per prevenire la chiusura delle porte delle autovetture da parte dei proprietari, lasciando i veicoli aperti ed a disposizione dei malviventi per il furto.

I tre sono stati arrestati: due di loro avevano precedenti per reati analoghi. Durante il processo per direttissima, che si è svolto ella mattinata di lunedì 14 dicembre, ha convalidato l'arresto e ha concesso al difensore dell’uomo un termine a difesa con contestuale rinvio dell’udienza. Venivano tuttavia ritenute esistenze delle esigenze cautelari e veniva disposta per le due donne la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Reggio Emilia, mentre per l’uomo è stata disposta la misura degli arresti domiciliari.

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