Cronaca

Rubavano auto di lusso per il mercato dei collezionisti, furti anche a Parma: 12 arresti

Sono stati accertati il furto ed il riciclaggio di 131 autovetture per un valore di oltre 4 milioni di euro

Nella mattina di oggi, martedì 27 aprile, nelle province di Cremona, Piacenza, Pavia e Monza-Brianza, i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Cremona hanno dato esecuzione ad una misura cautelare personale nei confronti di 12 persone (10 in carcere e 2 ai domiciliari) per i reati di furto aggravato, ricettazione e riciclaggio; tutti in concorso. La misura è stata emessa dal GIP del Tribunale di Cremona su richiesta della locale Procura. 

Il provvedimento nasce dall’indagine condotta nei confronti di un gruppo criminale dedito al riciclaggio, alla ricettazione ed all’appropriazione indebita di macchine di grossa cilindrata, rubate nelle province di Cremona, Brescia, Piacenza, Bergamo, Lodi, Milano, Monza-Brianza, Pavia, Parma e Torino .

I criminali spesso agivano su commissione di carrozzieri e collezionisti del settore. Dopo aver monitorato le abitudine di vita dei proprietari, l’auto veniva rubata. Non si occupavano solamente di farle sparire per poi rivenderle a carrozzieri o a privati cittadini, ma, nel corso del tempo, si erano anche specializzato a soddisfare il “mercato di nicchia”, quello dei collezionisti veri e propri. Nell’ottobre del 2019, le indagini hanno portato alla luce un caso emblematico come quello relativo al furto di una Lancia Delta integrale "Martini", rubata da un capannone di un imprenditore a Gossolengo. Dopo averla sottratta, l’auto è stata rivenduta al pilota italiano, due volte campione del mondo rally Massimo “Miki” Biasion.

I componenti del gruppo sono dei veri e propri professionisti del settore. Non si sono limitati ad operare sul territorio nazionale, ma anche in Slovenia, in Croazia ed in Africa; esportavano su mercati stranieri alcuni veicoli e parti di questi, anche di pregio, provento di furto e riciclaggio. Le ditte alle quali facevano capo gli arrestati sono la “Padana Ricambi” di Robecco d’Oglio (CR) di Filippo Taino, la “Ricar” di Alfianello di Roberto Taino e Mario Totta, “Epocastore” di Pontevico di Paolo Taino, imprenditore molto noto nel settore delle auto d’epoca. 

Nonostante il “lockdown” dovuto alla pandemia, il gruppo ha continuato ad operare anche con l’estero ed è riuscito ad esportare, soprattutto in Slovenia e Croazia attraverso la collaborazione di un rivenditore sloveno, ingenti carichi di pezzi di ricambio provenienti da autovetture rubate.

Dopo le indagini sulla “Nuova Autodemolizione” di Gadesco Pieve Delmona (CR), sono stati posti sotto sequestro centinaia di pezzi di componenti “automotive”, per un valore di almeno 300.000 euro, già imballati e pronti a partire alla volta del continente africano, in particolare in Ghana. I militari hanno sequestrato alcuni equipaggiamenti, tra cui alcuni sistemi per manomettere i codici delle centraline elettroniche e “jammer” in grado di inibire gli allarmi delle abitazioni e disturbare le comunicazioni telefoniche dei centri in cui aveva individuato l’obiettivo da colpire.   

Inoltre, nel giugno del 2020, i militari hanno ispezionato anche un maneggio nei pressi dell’abitazione di uno degli arrestati. L’accertamento era diretto a confrontare la corrispondenza tra gli animali presenti sul posto e quelli realmente censiti nella banca dati; era solito sporgere denunce di smarrimento di asini e di cavalli. 

A seguito del censimento degli animali presenti nel maneggio è stata rilevata una netta discordanza fra quelli presenti e quelli censiti. Gli arrestati erano da oltre 40 anni attivi nel settore della macellazione clandestina, per alimentare le richieste di ristoranti e trattorie del bresciano, piacentino e lodigiano, province famose per la preparazione di piatti tradizionali come per esempio lo stracotto di asina o la “picula  d’cavall”.

Nel corso delle investigazioni sono stati arrestati in flagranza di reato 7 soggetti e deferiti in stato di libertà altri 27 per i reati di furto aggravato, ricettazione e riciclaggio, estorsione e violazioni alle leggi ambientali e falsa fatturazione per operazioni inesistenti; tutti in concorso. Sono stati accertati il furto ed il riciclaggio di 131 autovetture e sequestrati 111 motori di autovetture e componentistica “automotive” per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro. Si procederà poi alla confisca di numerosi beni, come immobili, veicoli, quote societarie e conti correnti. 
 

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