Russia Business Incubator al via. Consiglio: "Il progetto punta al mercato russo"

“Si tratta di una manifestazione dal profilo concreto e funzionale -dichiara il presidente di Gea- riguardo allo sviluppo del business nel Paese oggetto: una sorta di Fiera al contrario, dove non sono le Aziende che si presentano alla ricerca di Clienti

E’ stato inaugurato oggi, nella Sala dei 300 della Fiera di Parma, il “Russia Business Incubator”. Dopo aver puntato l’attenzione del settore food sul mercato cinese, quest’anno GEA-Società di Direzione Aziendale e Italia del Gusto hanno acceso i riflettori sul mercato russo per far incontrare le Aziende italiane del settore e i principali referenti commerciali del Paese.

Per due intense giornate (l’appuntamento proseguirà infatti anche domani 6 giugno), Italia del Gusto - il consorzio privato che include le migliori aziende italiane nel settore alimentare e vinicolo - e GEA Consulenti di Direzione - società che fin dalla fondazione del consorzio ne cura le attività di sviluppo strategico e commerciale - danno vita a questa manifestazione, lanciata per la prima volta lo scorso anno,  che ha riscosso un grandissimo successo in termini di business.

“Si tratta di una manifestazione dal profilo concreto e funzionale riguardo allo sviluppo del business nel Paese oggetto: una sorta di Fiera al contrario, dove non sono le Aziende che si presentano alla ricerca di Clienti ma sono gli importatori e i distributori del Paese che si propongono come partner commerciali - spiega Luigi Consiglio, Presidente di GEA - A meno di un anno dalla nascita del Business Incubator, siamo già al secondo appuntamento e oggi il nostro progetto punta al mercato russo”.
 
L’aspetto distintivo dell’evento consiste appunto nella presenza costante di operatori commerciali e istituzionali del Paese che nei due giorni della manifestazione si confrontano con le aziende italiane del segmento alimentare che aderiscono all’associazione Italia del Gusto e con le quali hanno l’opportunità di approfondire competenze e obbiettivi dei possibili partner commerciali o dei servizi all’export in un rapporto one to one.
 
Oggi, nell’ambito della prima giornata di incontri che accompagnano i meeting commerciali e one to one, i temi dominanti dei diversi workshop sono stati i vincoli e le complessità dell’esportazione in Russia - tema trattato da Filippo Covino, Responsabile dell’ICE di Mosca e da Alessia Garofano che segue gli affari internazionali per il Ministero della Salute - mentre Antonella Maria del Ministero dello Sviluppo Economico ha illustrato la task force italo-russa sui distretti e le PMI. Altro tema centrale della prima giornata del “Russia Business Incubator”, il consumatore russo, le sue caratteristiche e le sue preferenze in tema di cibi e vini di importazione.
 
“La Russia oggi è forse l’unico Paese dei BRIC che rappresenta un mercato veramente concreto e non solo un’ipotesi futura per il segmento food italiano -  ha commentato Luigi Consiglio. - Il valore delle nostre esportazioni di prodotti agroalimentari in Russia supera i 620 milioni di euro, e rappresenta quasi il doppio del valore delle esportazioni italiane in Cina. Non solo: le vendite del food made in Italy in Russia lo scorso anno hanno registrato un incremento del 7%.”.
 
Il prodotto alimentare italiano più importato dal mercato russo è il vino fermo e si registra un particolare apprezzamento dei vini spumanti italiani che, superando  di molto quelli francesi, incidono per oltre il 62% del totale delle esportazioni di questo prodotto verso la Russia. Altri prodotti in cui l’Italia è leader sono rappresentati dalla pasta e dal caffè tostato e un buon successo commerciale è inoltre riscontrato dall’olio di oliva in cui siamo secondi dopo la Spagna.
 
Per incrementare l’export alimentare italiano, lo stimolo principale è quello di comprendere le ‘mille Russie’: il Paese infatti è enorme (conta ben 12 fusi orari), molto popolato, con tradizioni e popoli diversissimi. E' inoltre un Paese con un mercato in crescita, in cui i posizionamenti praticabili (ovvero i cluster di clienti) sono molti, almeno 2-3 diversi per ogni azienda”,  ha aggiunto Consiglio. Senza dimenticare che l’Italian Food in questo periodo sta riscuotendo un successo senza precedenti a Mosca, fatto che potrebbe trainare ulteriormente lo sviluppo del nostro export in tutta la Russia. “Un altro stimolo importante è rappresentato invece dall’incrocio prodotti/canali: a Parma saranno presenti un numero consistente di retailer e di distributori che consentono di coprire tutte le opportunità. Canali diversi (retail, ma anche hotel e ristoranti) e prodotti diversi, dagli alimentari al vino, dal fresco  all'ambiente”.
 
Domani i lavori di “Russia Business Incubator” proseguiranno con una tavola rotonda con manager del Food&Beverage, importatori, ristoratori, chef e alcuni giornalisti russi specializzati nel segmento agroalimentare nel corso della quale saranno tracciati gli ultimi trend di mercato. Tutti gli interventi saranno affiancati da sessioni in cui gli operatori commerciali e istituzionali potranno presentarsi direttamente, illustrare la propria attività e i servizi offerti e incontrare le singole aziende interessate, in maniera libera o tramite incontri one to one.

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