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San Leonardo: il Comitato di quartiere premia due vigili urbani

Alla presenza dell'assessore Fecci e del comandante Jacobazzi, il presidente del Comitato ha consegnato la pergamena a Sara Maramotti e Marco Caracciolo per l'attività svolta nel garantire la sicurezza

Un riconoscimento per l’attività svolta per garantire la sicurezza dei cittadini del quartiere. Non solo. Una attestazione della disponibilità profusa nei confronti dei cittadini e della professionalità dimostrata. E’ questo il significato delle pergamene che il Comitato di cittadini del San Leonardo ha voluto consegnare oggi, presso la postazione fissa della Polizia municipale di via Trento, a due agenti. Si tratta di Sara Maramotti e di Marco Caracciolo. I due agenti svolgono servizio presso le postazioni fisse e attività di vigili di quartiere. Impegno che ha consentito loro di farsi conoscere e apprezzare dal Comitato del San Leonardo. Da qui la consegna delle pergamene.
Alla cerimonia in via Trento hanno partecipato, oltre naturalmente al presidente del Comitato Gastone Giulietti, l’assessore alla Sicurezza Fabio Fecci e il comandante della Polizia Municipale Giovanni Maria Jacobazzi.

Il Comitato di cittadini del San Leonardo è nato quindici anni fa per iniziativa del suo presidente Gastone Giulietti. Da allora sono diverse le iniziative messe in campo. Si va dalla collaborazione con enti e associazioni per dar vita a momenti aggregativi e culturali nel quartiere, all’organizzazione di iniziative di beneficienza fino alla raccolta - e la successiva segnalazione all’Amministrazione - delle problematiche più sentite dai residenti della zona.
“Con la consegna di questi riconoscimenti vengono premiati due agenti che hanno dimostrato professionalità e senso civico, oltre ad aver fornito un aiuto prezioso ai cittadini del quartiere”, afferma l’assessore alla Sicurezza, Fabio Fecci, affiancato dal comandante della Polizia municipale, Giovanni Maria Jacobazzi. “Quando sono arrivato a Parma questo era un quartiere con diverse situazioni difficili, che avevano bisogno di un attento monitoraggio – prosegue – ma grazie alla sicurezza partecipata, cioè alla collaborazione fra forze dell’ordine e cittadini, la zona ha ritrovato vivibilità”.

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