Cronaca San Leonardo

San Leonardo, non solo droga. Giulietti: "Sempre aperti all'integrazione"

Il presidente del Comitato San Leonardo: "Il problema spaccio esiste, ma le forze dell'ordine stanno facendo un lavoro enorme e possiamo solo ringraziarli. Riguardo agli extracomunitari, cerchiamo di aiutarli a trovare lavoro"

Oggi il San Leonardo è una delle zone più calde della città, all'ordine del giorno gli arresti per spaccio di droga. Ma non è sempre stato così: Gastone Giulietti, presidente del Comitato San Leonardo, ci ha raccontato come si vive nel quartiere.

Presidente, perché è stato fondato il Comitato?
“Il Comitato è nato 14 anni fa dalla volontà di 12 residenti. L'intento iniziale era quello di organizzare feste per tenere viva l'area adiacente la stazione ferroviaria, poi ci siamo sempre più dedicati alle tematiche sociali e alle raccolte benefiche. Certo quando siamo nati, il senso di sicurezza percepito dai cittadini era maggiore e c'erano meno lamentele di oggi”.

Cos'è cambiato da allora?
Diciamo che fondamentalmente in Quartiere si vive bene, il Comitato collabora con il Comune per segnalare eventuali disagi. I problemi maggiori sono dovuti all'integrazione con gli immigrati, 2mila i regolari, molti dei quali sono persone oneste, ma soprattutto alla rete della droga.

Dove si concentra principalmente?
In via Venezia, all'angolo con via Valente, in via Marmolada e anche in via Verona. Gli spacciatori, principalmente nordafricani di circa 25 anni d'età, girano in bicicletta e si scambiano la roba con i clienti con il metodo della toccata e fuga. Bastano pochi secondi e i giochi sono fatti.

E in aree come via Palermo e il Parco Nord?
Lì la situazione sembra migliorata, siamo soddisfatti del lavoro compiuto dalle forze dell'ordine e riteniamo utile l'impiego dei militari dell'esercito.
Proprio per ringraziarli dell'operato, abbiamo già premiato con pergamene il Questore, Gennaro Gallo e il Comandante provinciale dei Carabinieri, Paolo Cerruti. Mi preme comunque sottolineare che siamo sempre aperti al dialogo con gli extracomunitari, molti infatti si rivolgono al Comitato per trovare lavoro e per avere informazioni sul Quartiere.

Ecco dunque la testimonianza di un uomo “di una volta”, uno di quelli che amano vivere a Parma e giorno per giorno sanno cogliere il meglio della città, sentendo un forte senso di appartenenza. Il Comitato vede i problemi e, nel suo piccolo, cerca di risolverli, sempre con un atteggiamento collaborativo, mai polemico, nella consapevolezza che, lavorando assieme alle istituzioni, si possono ottenere grandi risultati. A dimostrazione del suo impegno civile e sociale, il Comitato organizza feste di Quartiere e mercatini, durante i quali sono stati raccolti fondi per acquistare attrezzature per l'Assistenza Pubblica e per il Reparto di Oncoematologia Pediatrica dell'Ospedale Maggiore.

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