San Michele Cavana, torna a splendere la Badia: 3 giorni di festa

L'antica abbazia vallombrosana è stata oggetto di un importante intervento di restauro, dopo il danneggiamento provocato dal dopo il terremoto del dicembre 2008: incontri dal 31 agosto al 2 settembre

Torna a splendere la Badia di San Michele Cavana, antica abbazia vallombrosana oggetto di un importante intervento di restauro. Un restauro capillare, volto a recuperare appieno un complesso d’indubbio valore storico-artistico fortemente danneggiato dal terremoto del dicembre 2008. Per l’inaugurazione dopo i lavori il Comune di Lesignano, con il patrocinio della Provincia di Parma, del Corpo Forestale dello Stato, della Comunità montana Unione comuni Parma est, del Centro di Etica ambientale e del Consorzio della Bonifica parmense, ha organizzato una “tre giorni” di festeggiamenti dal 31 agosto al 2 settembre, nella quale si celebrerà anche il 900esimo compleanno della Badia.

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Date scelte non a caso: il 1° settembre ricorre infatti la “Giornata per la salvaguardia del Creato”, voluta dalla Conferenza episcopale italiana per riaffermare il valore dell’ambiente che ci circonda e la necessità assoluta di preservarlo e di vivere in armonia con esso. Tutti concetti fondamentali per le comunità vallombrosane, da sempre sensibili alla tutela del creato e in particolare “amiche delle foreste”.

“Saranno tre giorni molto rilevanti per tutto il territorio, con ospiti di rilievo”, ha esordito oggi in piazza della Pace il vice presidente della Provincia Pier Luigi Ferrari aprendo la conferenza stampa di presentazione. “È un appuntamento di grande significato per tutti noi. Dopo 4 anni riapre un bene per noi molto importante, che in questo periodo abbiamo cercato di mantenere comunque vivo nonostante le problematiche di accesso. Sarà, per tutti, una festa, e sarà l’occasione per valorizzare le peculiarità del nostro territorio e la sua biodiversità; per valorizzare un bene che è di tutti e che è la porta di accesso alla Val Parma”, ha spiegato il sindaco di Lesignano Giorgio Cavatorta, che ha ringraziato “tutti quelli che ci hanno dato e ci stanno dando una mano, con grande entusiasmo” e ha sottolineato il valore della cultura della salvaguardia dell’ambiente.

Tema cruciale, quest’ultimo, per il Corpo Forestale dello Stato, che guiderà i giovani in una visita alla pineta vicina alla badia. “I monaci vallombrosani piantavano foreste, e chi più di noi sa che le foreste, per il tempo che impiegano a crescere, si piantano per i posteri? Questo può essere il filo conduttore, che è poi anche quello della tutela dei beni artistici e storici. Dobbiamo lavorare per le generazioni future: noi l’ambiente l’abbiamo in prestito, e questo prestito dobbiamo restituirlo alle generazioni future in buone condizioni”, ha osservato il comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato Pier Luigi Fedele.

 

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