Inceneritore, sanatoria comunale per Iren? Rossi diffida la Cancellieri

Il candidato alle primarie scrive al commissario straordinario sulle voci che vorrebbero un accordo tra Comune e Iren sull'abuso edilizio dell'inceneritore prima del pronunciamento del Tar del 7 dicembre

Simone Rossi

Il candidato alle primarie del centrosinistra, Simone Rossi, ha scritto una lettera al commissario straordinario del Comune, Anna Maria Cancellieri, diffidandola dal raggiungere un accordo con Iren che costituirebbe una sanatoria all'abuso edilizio dell'inceneritore e renderebbe vano il pronunciamento del Tar in materia, atteso per il prossimo 7 dicembre.

"Mi auguro che Lei possa tranquillizzare i parmigiani e smentire tutto ciò - scrive Rossi nella lettera. Non c’è infatti bisogno che le ricordi che di norma i Commissari, non dovendo rispondere agli elettori, difficilmente assumono decisioni di portata strategica e si limitano all’ordinaria amministrazione e alle azioni di risanamento finanziario indispensabili. Cercare un accordo con Iren volto a sanare un eventuale suo abuso edilizio riguardante il suo inceneritore, su cui è imminente il pronunciamento del Tar, è una scelta politica dirompente che va addirittura ad invertire la rotta su una questione sulla quale è altissima l’attenzione dei cittadini perché incide sulla loro stessa salute. Mi pare, pertanto, che questa scelta esuli dal mandato di Commissario che le è stato attribuito per cui mi permetta di diffidarla a procedere ad alcuna traslazione con Iren".

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"La nostra città - conclude Rossi - ha bisogno di chiarezza, non di sanatorie o di blitz all’ultimo minuto. Confido che Lei non intenda macchiare la sua esperienza di Commissario con questa forzatura. Porti pazienza, con tutti i problemi che ha il Comune di Parma non penso sia questa la sua priorità: il 7 dicembre è alle porte, ci mancano solo venti giorni. Lasci che la giustizia faccia il suo corso e le sentenze stabiliscano la verità e puniscano, se ci saranno, i responsabili di eventuali illeciti. La legalità viene prima di tutto, sicuramente prima degli affari.

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