Sanatoria al via, costa più di 1000 euro: “Sarà un fallimento”

E' partita la regolarizzazione dei lavoratori migranti senza permesso di soggiorno. Costerà 1000 euro più 6 mesi di contributi. Secondo Gazmir Cela, operatore del settore immigrazione "non funzionerà, pochissime richieste"

I datori di lavoro che si avvalgono della manodopera di sans papiers pagati in nero dal 15 settembre al 15 ottobre possono regolarizzare la posizione dei propri dipendenti. Il prezzo da pagare? Mille euro più sei mesi di contributi anticipati. Garanzie? Nessuna. Dopo il pagamento il rilascio del permesso di soggiorno rimane a discrezione della Prefettura che dovrà far sì che il lavoratore testimoni di essere in Italia dal 31 dicembre 2011.

Una sanatoria che “presenta diversi punti oscuri” secondo Gazmir Cela operatore del settore immigrazione che afferma il proprio scetticismo in merito all’efficacia del provvedimento “sembra che l’interesse del Governo sia solo quello di far cassa non di regolarizzare i migranti senza documenti. Finora solo pochissimi lavoratori hanno chiesto di usufruirne. E’ una sanatoria elaborata male, un progetto che è fallimentare già in partenza”.

“I lavoratori dovranno dare le prove di essere in Italia dal 2011 attraverso i documenti di una degenza in ospedale, una multa, qualcosa rilasciata dal Comune o dalla Caritas, altrimenti scatta il diniego. E’ noto però che i clandestini tendano a nascondersi non a rivolgersi alla Pubblica Amministrazione quindi è facile che il migrante non abbia queste prove”.

“Inoltre – continua Cela – è una regolarizzazione costosa. Tre anni fa costava 500 euro, oggi 1000 euro più i contributi anticipati. Questo non tutela né il datore di lavoro che in un periodo di crisi si vede costretto ad esborsare una cifra considerevole, né il dipendente che in ultima istanza sarà colui che pagherà in prima persona il prezzo di questo compromesso. E se non si tutela entrambi una sanatoria non ha senso di esistere”.
 

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