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Sanità, l'onorevole Grazia De Biasi: "Il precariato è ormai inaccettabile"

Affrontare il problema del precariato nella sanità e puntare sulla ricerca sono secondo Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Sanità del Senato e ospite d'onore dell'incontro su "Sanità e diritto alla salute" svoltosi nella sala riunioni della comunità di Betania

Affrontare il problema del precariato nella sanità e puntare sulla ricerca sono secondo Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Sanità del Senato e ospite d'onore dell'incontro su “Sanità e diritto alla salute” svoltosi nella sala riunioni della comunità di Betania nella serata di venerdì, le priorità da affrontare. Inserito nella rassegna “Ripartiamo? La politica a Parma e non solo...” l'evento è stato promosso e moderato dal parlamentare parmigiano Giorgio Pagliari.

“Il precariato nella sanità è oramai inaccettabile – ha affermato senza mezzi termini la De Biasi - una delle priorità è quindi quella di regolarizzare almeno una parte del personale sanitario. E' inconcepibile non si possa intervenire su questo per vincoli di bilancio su questo tema, perché non possiamo pensare che un sistema sanitario nazionale continui a vivere con personale precario che lavora anche 20 ore di fila. Come possiamo pensare chi lavora in una sala operatoria ci passi così tanto tempo? Per noi del Partito Democratico una delle priorità da affrontare è quella di regolarizzare almeno parzialmente il personale sanitario. Cerchiamo di stabilizzare almeno chi ha trascorso 3 anni di fila nello stesso posto.

Una necessità cui si affianca quella di sbloccare il turn over, abbiamo buone scuole e buone università, non possiamo diventare il fanalino di coda”.
E per ricordare al folto pubblico presente in sala quanto una svolta su questo tema sia necessaria, la De Biasi ha insistito sugli investimenti per la ricerca nel nostro paese, giudicati inadeguati. “La Germania è uscita dalla crisi investendo sulla ricerca – ricorda la senatrice - Obama è tornato ai livelli di occupazione del 2008 investendo sulla ricerca, dobbiamo saper fare altrettanto. Altrimenti compriamo la ricerca all'estero. Un esempio? Non possiamo fare la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali, ma la comperiamo dalla Corea”. La ricerca quella vera, nulla a che fare con le mirabolanti promesse prive di fondamento scientifico. “Stamina è una bufala – si arrabbia - una truffa ai danni dello Stato, purtroppo trasmissioni tv come Le Iene danno spazio a queste persone che speculano ai danni dei malati. Illudono i malati e le loro famiglie, dicono che si fa informazione, ma non è così che si fa informazione”.

E se per la ricerca servono fondi, esiste un problema più generale di risorse per la sanità. Un tema che il pubblico presente in sala sottolinea più volte, così come la necessità di indirizzi comuni e di una maggiore solidarietà tra le diverse zone del nostro paese. ““La crisi che viviamo è una crisi economica ma anche civile, generata dalla difficoltà di riconoscerci l'uno nell'altro – dice la De Biasi - E l'assistenza in un momento simile non è semplice. Nella costituzione la salute è riconosciuto come diritto fondamentale, ma dobbiamo chiederci se abbiamo davvero un servizio sanitario nazionale universale, ci sono luce e ombre. L'applicazione del titolo V sta portando ad una grande disuguaglianza perché invece di un federalismo solidale abbiamo tanti staterelli chiusi in se stessi. Bisogna ci sia meno difformità tra le regioni, per questo la sanità non può essere di sola competenza delle regioni, ma devono esserci delle linee guida dello Stato”. Bene i risparmi, dunque, ma con la consapevolezza che ogni euro salvato deve rimanere nell'ambito del servizio sanitario, che deve essere non solo mantenuto ma potenziato e valorizzato.

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