Cronaca

Sanitari no vax, in arrivo le prime sanzioni

Per gli operatori considerati inadempienti all’obbligo vaccinale è previsto un atto di accertamento, che determina la sospensione da parte del datore di lavoro

Partiranno la prossima settimana i primi possibili provvedimenti sanzionatori (atti di accertamento) per gli operatori sanitari risultati inadempienti all’obbligo vaccinale, dopo le valutazioni di un Collegio di esperti medici appositamente costituito a inizio luglio. E’ quanto prevede la procedura ancora in corso di accertamento da parte dell’Azienda Usl delle posizioni individuali degli operatori sanitari di Parma e provincia non ancora vaccinati.

Si è partiti da un numero totale, aumentato in fasi successive, di 2.600 operatori sanitari non vaccinati, presenti negli elenchi trasmessi all’Ausl dalla Regione, e ricevuti dagli Ordini professionali e dai datori di lavoro che operano nel settore della sanità provinciale. La metà circa del totale dei sanitari presenti negli elenchi, nel corso della procedura ha comunicato di essersi vaccinata o prenotata. La restante parte sta ricevendo, dopo il primo avviso, il secondo invito alla vaccinazione, necessario per legge all’applicazione della sanzione prevista in assenza di adempimento all’obbligo vaccinale.

Nel frattempo, il Collegio medico sta esaminando le specifiche situazioni cliniche segnalate dagli operatori, in risposta alle comunicazioni inviate dall’Ausl, quale possibile impedimento alla vaccinazione per motivi di salute, come consentito dalla normativa. Allo stato attuale sono 153 le specifiche situazioni cliniche presentate: tra quelle esaminate dal Collegio, in 95 casi si tratta di operatori che al termine della valutazione sono stati dichiarati idonei dunque invitati alla vaccinazione (tra questi figura anche chi nel frattempo è guarito).

Se alcuni di questi non si vaccineranno, per costoro la prossima settimana partiranno i primi provvedimenti sanzionatori (atti di accertamento). Per gli operatori considerati inadempienti all’obbligo vaccinale, infatti, è previsto un atto di accertamento, che determina la sospensione da parte del datore di lavoro dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o che comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2. Come previsto dalla norma, l’atto di accertamento verrà comunicato agli Ordini professionali ed ai datori di lavoro.

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