Cronaca

Sbanchiamoli, fuori i partiti dalle banche: raccolta firme dei Radicali

'Sbanchiamoli, fuori i partiti dalla banche'. E' questo il nome dell'iniziativa, promossa dai Radicali e sostenuta da Fare per Fermare il Declino. "La politica controlla le banche tramite le Fondazioni bancarie". Banchetti in via Mazzini da sabato 12 aprile

'Sbanchiamoli, fuori i partiti dalla banche'. E' questo il nome dell'iniziativa, promossa dai Radicali e sostenuta da Fare per Fermare il Declino, presentato oggi pomeriggio a Parma. "La politica controlla le banche tramite le Fondazioni bancarie, i cui componenti sono nominati dagli Enti locali e dalla Chiesa. Le Fondazioni, il cui ruolo sarebbe quello di erogare contributi a favore del sociale, in realtà controllano gli istituti di credito, incidendo poi sulle scelte, anche per l'erogazione del credito. La campagna nazionale è stata avviata dal tesoriere dei Radicali Valerio Federico e da Alessandro Massari, membro della dirigenza nazionale. Le banche hanno chiuso i rubinetti anche agli Enti virtuosi: questo meccanismo deve essere capovolto. Il credito deve essere dato a chi se lo merita".

Gian Marco Ferri di Fare per Fermare il Declino ha sottolineato: "Sosteniamo volentiere questa campagna, anche perchè siamo stati tra i primi ad affrontare il tema dell'influenza della politica sulle banche. La politica dovrebbe disinteressarsi degli istituti di credito: le Fondazioni devono essere private". I Radicali e Fare per Fermare il Declino saranno in via Mazzini con i banchetti per la raccolta firme da sabato 12 aprile. 

LA CAMPAGNA. Radicali Italiani promuove una campagna nazionale con l’obiettivo di separare i Partiti dalle Banche chiedendo l’uscita delle Fondazioni di origine bancarie dal capitale azionario degli Istituti di credito italiani. Gli Enti locali e le Regioni, quindi i Partiti, nominano una gran parte dei componenti degli organismi decisionali delle Fondazioni bancarie che, a loro volta, controllano molti Istituti di credito italiani scegliendo diversi membri dei consigli di amministrazione, amministratori delegati e presidenti. Solo in Italia Fondazioni, che hanno come fine quello di aiutare le comunità locali, hanno anche la proprietà di Banche, potendo dunque influenzare la destinazione del credito e l’economia reale. I dati degli ultimi anni relativi alla netta diminuzione delle erogazioni delle Fondazioni a favore delle comunità locali e nel contempo gli ostacoli posti da alcune Fondazioni ai necessari aumenti di capitale delle Banche dimostrano con evidenza il fallimento del sistema Partiti-Enti locali- Fondazioni-Banche-Credito-Impresa. Le Fondazioni persistono nel non diversificare i propri investimenti come la legge prevede e sole, o insieme ad altre, hanno tuttora il controllo di molte tra le principali Banche del Paese. La separazione a nostro avviso – ma anche di Bankitalia, del FMI, della Commissione Europea e di numerosi autorevoli economisti – sarebbe utile sia per una più consistente capitalizzazione delle Banche con relativi benefici per il sistema creditizio, che alle Fondazioni bancarie stesse che potrebbero finanziare più e meglio i territori di riferimento. La campagna prevede la raccolta di sottoscrizioni a una Petizione parlamentare contenente una  proposta di legge.

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