Sblocca Italia, Legambiente: "Casse di espansione del Baganza"

"Legambiente -si legge in una nota- protesta contro il decreto sbloccaItalia del governo Renzi, approvato in via definitiva ieri sera, poiché va nella direzione sbagliata, finanziando le "solite opere" dei "soliti noti". Chiediamo, invece, uno #sbloccafuturo

"Legambiente -si legge in una nota- protesta contro il decreto sbloccaItalia del governo Renzi, approvato in via definitiva ieri sera, poiché va nella direzione sbagliata, finanziando le "solite opere" dei "soliti noti". Chiediamo, invece, uno #sbloccafuturo che destini risorse alle opere utili (ferrovie, dissesto idrogeologico), tra cui la Cassa di espansione del torrente Baganza. Al di là di tutte le dichiarazioni susseguitesi nell'ultimo mese sappiamo che ancora non vi è alcuna certezza nel finanziamento di quest'opera, importante per ridare al fiume i suoi spazi e la sicurezza ai cittadini. 

Il dissesto idrogeologico va considerata una priorità e non solo a parole. Il governo – e la maggioranza che lo sostiene – hanno perso un'occasione, privilegiando i finanziamenti alle autostrade e facilitando le procedure per le trivellazioni alla ricerca del petrolio. A livello locale Legambiente vuole porre l'accento sul fatto che va bene la Cassa di espansione per il Baganza, ma diventa necessario anche delocalizzare le fabbriche e le attività produttive che si trovano nella golena del fiume. Lo vediamo a Parma in via Galluppi, dove il torrente Baganza entra città e dove, proprio qui, è esondato inizialmente sommergendo palazzi in costruzione oltre a edifici di recente costruzione appena oltre l'argine, e soprattutto, invadendo una fabbrica e trasportandone poi a valle container, cisterne e altro materiale che ha contribuito, assieme al legname, a divellere il ponte della Navetta e a fare da tappo al ponte dei Carrettieri.

Questa fabbrica è sorta in piena area golenale. Regolarmente autorizzata a cavallo degli anni Duemila. Legambiente chiede all'Amministrazione Comunale e alla Regione di impegnarsi a delocalizzare questa e altre attività produttive che sorgono dentro e sulle sponde del Baganza. Le imprese vanno aiutate a farlo ma, sicuramente, non mancano i capannoni vuoti in altre zone della città. Allo stesso modo occorre l'impegno del Comune ad impedire la costruzione di nuovi comparti residenziali in aree esondabili e, prima ancora sgomberare senza indugi l'abusivismo.

Infine Legambiente chiede alle istituzioni di considerare prioritario, parimenti, la ricostruzione del ponte della Navetta che costituiva un collegamento ciclopedonale importante nella vita quotidiana di tanti cittadini, alla pari anzi, forse di maggior rilevanza di un ponte automobilistico. Si può pensare a progetti innovativi tipo un ponte strallato. Di tutto questo, e di altri argomenti ancora, Legambiente Parma discuterà nella sua assemblea annuale, sabato 8 novembre, alle ore 10, presso la sala Barchessa in via Bizzozero 19, Parma.

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Questo il programma dell'assemblea: ore 10: Stato dell’associazione e approvazione bilancio (sessione riservata ai soci); ore 10.30: Alluvione del Baganza. Riflessioni e proposte (con gli interventi del geologo Stefano Castagnetti, sul dissesto idrogeologico, e del responsabile del Parco del Taro, Michele Zanelli, sulla gestione fluviale); ore 11.30: Idee per Parma più bella e vivibile, ore 12.30: Premi di Legambiente, cigni d’oro e macchia nera. L’assemblea di Legambiente è aperta al pubblico".

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