Scappa sul tetto, sferra calci e pugni ai carabinieri: arrestato pusher nigeriano

E' successo in borgo Bernabei, nell'Oltretorrente: uno degli agenti coinvolti ha rimediato una prognosi di cinque giorni per ferite a una mano

I Carabinieri hanno arrestato un pusher dopo un inseguimento spettacolare sul tetto. Nel cuore dell'Oltretorrente, ancora una volta teatro dello spaccio cittadino, quella che probabilmente era una base operativa per lo smercio della droga si è rivelata la sede di una caccia al pusher, quasi per caso. Perché durante un controllo domiciliare a carico di una donna, nigeriana 27enne ai domiciliari per spaccio, l'attenzione dei carabinieri è stata richiamata da alcuni episodi 'strani'. Durante il controllo la donna, per prendere tempo, ha finto un malore chiedendo di essere assistita dal 118, mentre dal tetto si sentivano rumori di passi. Come se qualcuno vi stesse camminando sopra. In effetti qualcuno c'era. Ed è stato individuato grazie a un lucernario aperto nella stanza attigua, attraverso cui i militari hanno individuato un uomo sul tetto, un nigerinano di 30 anni pregiudicato per reati legati all'immigrazione clandestina e a false identità, che cercava di fuggire. Secondo gli inquirenti era riuscito a liberarsi di qualche dose di droga, ma raggiunto dai militari ha ingaggiato con loro un duello fisico: spinte, calci e strattonate, tanto da causare a uno di loro una prognosi di cinque giorni per ferite a una mano. Dopo lo scontro, l’uomo è stato immobilizzato grazie all'aiuto dei rinforzi e arrestato per resistenza e lesioni. E' stato processato per direttissima con una condanna a sei mesi con la condizionale. Già libero, dovrà recarsi ogni giorno in caserma a firmare. La donna è stata denunciata per resistenza a pubblico ufficiale in concorso.

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