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Banca Monte: i lavoratori scioperano ma i clienti sono con loro

L'80% dei dipendenti dell'istituto ha incrociato le braccia e quasi tutte le filiali sono rimaste chiuse. I sindacati: "Anche i clienti sono con noi. Intesa Sanpaolo ci deve ascoltare se non vuole perderli"

E’ stata altissima la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, quadri e aree professionali di Banca Monte Parma allo sciopero generale che è stato proclamato dalle Rappresentanze Sindacali Aziendali Fabi, Fiba/Cisl, Fisac/Cgil e Uilca per l’intera giornata di ieri, lunedì 18 luglio; quasi l’80% dei lavoratori ha incrociato le braccia e, tranne pochissime eccezioni (8 piccole agenzie su 68), le filiali e le sedi della Banca sono rimaste totalmente chiuse con le serrande completamente abbassate per tutta la giornata.

"E’ un’altra grande dimostrazione della forza e della determinazione con le quali il personale della Banca vuole ottenere le garanzie occupazionali, professionali, sulle applicazioni contrattuali e per la mobilità a seguito della cessione del pacchetto di maggioranza di Banca Monte Parma dalla Fondazione Monte Parma a Intesa San Paolo e conquistare quel pezzo di retribuzione contrattuale, il riconoscimento della produttività, che gli è stato ingiustamente negato", sottolineano i rappresentanti sindacali di Fabi, Fiba/Cisl, Fisac/Cgil e Uilca.

"La forte partecipazione dei lavoratori allo sciopero – proseguono  - è molto importante e dovrebbe sollecitare tutte le forze istituzionali ed economiche del territorio ad attivarsi congiuntamente per far sì che Intesa Sanpaolo fornisca le garanzie per il futuro dei lavoratori, preservando gli attuali livelli occupazionali senza disperdere il patrimonio di competenza e professionalità costruito negli anni, e il riconoscimento del ruolo di Banca Monte, quale Banca del territorio che mantenga proprie autonomie decisionali ed operative locali e possa continuare a svolgere un ruolo di sostegno alle famiglie ed al sistema produttivo".
 
A tutt’oggi, a 9 mesi dall’annuncio della vendita non vi è alcuna garanzia per i lavoratori della Banca e totale incertezza sulle loro prospettive future, con forti rischi di ricadute negative.

La protesta dei lavoratori si rivolge alla Fondazione Monte Parma, che sta cedendo la Banca senza alcuna tutela per il Personale, per chi con il suo impegno quotidiano, con la sua competenza e professionalità ha mantenuto saldo il rapporto con la clientela; e si rivolge anche alle Istituzioni locali, che hanno precise responsabilità e alle quali viene richiesto di esercitare il proprio ruolo, a tutela dei lavoratori, per arrivare ad un accordo con Intesa Sanpaolo che preveda garanzie chiare ed esigibili per i lavoratori.

La prima giornata di sciopero ha fatto registrare anche una grande attenzione da parte della clientela che ha solidarizzato con i lavoratori, schierandosi dalla loro parte.

"Si tratta di un fatto molto importante – hanno fatto notare i rappresentanti sindacali di Banca Monte – i clienti si rendono conto dell’importanza di mantenere a Parma una banca con le caratteristiche di Banca Monte, locale e attenta alle esigenze di cittadini, famiglie, artigiani, commercianti e piccole e medie imprese. I clienti sono con noi, la nostra battaglia è anche la loro, Intesa Sanpaolo ci deve ascoltare se non vuole perderli.

I lavoratori di Banca Monte non sono disponibili ad accettare una situazione ingiusta che rischia di rovesciare su di loro tutte le conseguenze negative e, in quanto forza onesta e produttiva, vogliono difendere la loro dignità e ottenere, oltre al giusto riconoscimento per il loro lavoro, tutte le garanzie per il loro futuro; nei prossimi giorni, continueranno le iniziative di mobilitazione, con scioperi a singhiozzo ed altre manifestazioni di pubblica risonanza".
 

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