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Sindacati in Prefettura: “No al blocco dei contratti e alla perdita di salario”

FP Cisl e Gilda Insegnanti davanti alla Prefettura con un presidio contro lo stallo dei contratti e chiedere la riapertura delle contrattazioni. Ghillani, Cisl: "Basta tagli cammuffati da riforme", Pizzo, Gilda: "La pseudo manovra Renzi riduce i salari"

Funzione Pubblica e Gilda insegnanti in presidio stamane di fronte alla Prefettura contro lo stallo dei contratti e per chiedere una riapertura delle contrattazioni con il Governo. Un’iniziativa che segna una continuità con quanto espresso a gran voce nel corso della manifestazione unitaria dell’8 novembre scorso: misure per attuare una riforma della pubblica amministrazione e del sistema dei servizi ai cittadini. “Nel pubblico impiego da sei anni non si rinnovano i contratti, con una perdita salariale del 10% a fronte di un aumento del carico di lavoro dato il mancato utilizzo del sistema di turn over - sottolinea Federico Ghillani, Cisl -. In questo modo si attua una svalutazione del ruolo del lavoratore, che vede anche nel suo contratto lo strumento con cui adeguarsi al sistema che cambia. I cittadini chiedono trasparenza davanti a una riforma che non attua l’annunciato cambiamento della pubblica amministrazione”.

Attraverso il presidio la richiesta a livello nazionale rivolta al presidente del Consiglio Renzi di rilanciare un piano delle risorse riaprendo la contrattazione sindacale per riformare il pubblico impiego non più solo, come sottolinea Ghillani, attraverso “tagli camuffati da riforme”. La Cisl Funzione Pubblica è critica riguardo la manovra di stabilità che contrapporrebbe bonus a contratti di lavoro, regalando “Irap agli industriali e facendo pagare più tasse ai risparmiatori, togliendo servizi ai cittadini e riducendo fondi a regioni, comuni, Ministeri, aumentando le tasse locali ai lavoratori e ai pensionati, tassando il Tfr e distruggendo la previdenza complementare a beneficio di banche e assicurazioni”. Tra i comparti del settore segnati dagli effetti della situazione in atto anche la sanità, a causa del blocco del rinnovo dei contratti da 6 anni, degli incentivi e nelle fasce retributive. “La formazione professionale è andata avanti con difficoltà – sottolinea Giovanni Oliva, FP Cisl Sanità –, le professioni sanitarie hanno bisogno anche di integrazioni economiche per potersi sostentare e rinnovare. Occorrono misure urgenti per dare una svolta e riaprire il dialogo con il Governo, affinchè si prenda carico di una situazione preoccupante non solo per i lavoratori ma per tutti i cittadini”.

Presente al presidio anche Gilda Insegnanti, che lamenta il blocco contrattuale da 5 anni. “Protestiamo contro la pseudo nuova scuola di Renzi, che prevede una riduzione del salario degli insegnanti, inconcepibile per un settore che forma risorse riconosciute a livello europeo – sottolinea Salvatore Pizzo, referente provinciale associazione sindacale docenti italiani -. Pretendiamo che il Governo attui la sentenza della Corte di Giustizia europea che sanziona l’Italia sull’illegittimità dei contratti a termine, sollevata da un gruppo di precari della scuola. Lo Stato italiano è stato condannato per aver violato le direttive europee in materia, oggi ci aspettiamo risposte chiare e auspichiamo un vero cambio di rotta per un settore fondamentale per il Paese come la Scuola”.

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