Sciopero della fame davanti alla Gazzetta: Spinelli lo interrompe

Angelo Spinelli, scagionato dall'accusa di omicidio, fino a pochi giorni fa in sciopero della fame davanti i cancelli del quotidiano parmigiano è stato ricevuto dal direttore Molossi. "Hanno promesso di darmi spazio"

Carcere, umiliazioni ed isolamento. A chiedere giustizia è Angelo Spinelli assolto dalle accuse di omicidio l’uomo vorrebbe che fosse dato spazio alla sua innocenza. In segno di protesta Spinelli aveva iniziato uno sciopero della fame e un presidio di fronte ai cancelli della Gazzetta di Parma. Ricevuto dal direttore del quotidiano l’ex imputato scrive alla cittadinanza:

“Sono molto contento che dopo dieci anni – spiega Spinelli - finalmente il direttore della Gazzetta di Parma dica pubblicamente che darà anche a me la possibilità di spiegare quello che mi è successo. Quando saranno disponibili farò anch’io la mia piccola conferenza stampa. Credo però che se questa opportunità mi fosse stata data nel 2006 quando con una lettera supplicai piangendo di darmi modo di spiegare che quello che si diceva contro di me era sbagliato ed in parte addirittura falso oggi forse la mia situazione sarebbe diversa.

Voglio fare un piccolo esempio il capo della squadra mobile dell’epoca fece una conferenza stampa affermando che fui arrestato all’ingresso dell’autostrada mentre stavo scappando con la mia convivente all’estero e che avevo fatto ingenti trasferimenti di denaro (sempre all’estero) per una mia eventuale latitanza. Questo è tutto falso. Ho denunciato questa persona e la risposta del suo avvocato è stata che il reato è prescritto e che quelle parole lui non le avrebbe mai dette.

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I processi purtroppo durano troppi anni e quando finalmente risulta la tua totale innocenza non riesci ad ottenere un minimo di giustizia le leggi sono fatte per garantire l’impunità dei potenti. E per la cronaca io all’epoca ero regolarmente sposato, avevo una figlia di un anno e venni arrestato in casa mentre stavo mettendo a letto la bambina. In più in tutta la mia vita non ho mai portato un solo euro all’estero e purtroppo, come tante altre persone, ho sempre vissuto di quello che guadagnavo”.
 

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