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Jobs Act: venerdì 14 novembre sciopero generale dei sindacati di base

Venerdì 14 novembre sarà sciopero generale di 24 ore per tutte le categorie pubbliche e private. A proclamarlo le sigle del sindacalismo di base, l'Usi/Ait, la Cub, la Confederazione Cobas e l'Adl Cobas "visto il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, l'attacco ai diritti dei lavoratori e lavoratrici con l'introduzione del Jobs Act e la cancellazione dell' art. 18"

Venerdì 14 novembre sarà sciopero generale. A proclamarlo le sigle del sindacalismo di base, l'Usi/Ait, la Cub, la Confederazione Cobas e l'Adl Cobas. Lo sciopero di 24 ore per tutte le categorie pubbliche e private è stato proclamato "visto il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, l’attacco ai diritti dei lavoratori e lavoratrici con l’introduzione del Jobs Act e la cancellazione dell’ art. 18, l’aumento continuato della disoccupazione, il proseguo dei tagli dei servizi sociali, l’assenza del diritto alla casa".

LE RIVENDICAZIONI DELLO SCIOPERO.  Ecco i punti rivendicativi del sindacato Usi/Ait. 1°- Abolizione di tutte le controriforme del mercato del lavoro succedutesi dal 1993 ad oggi (pacchetto Treu, Legge Biagi, riforma Fornero) fino al cosiddetto Jobs Act voluto dal Governo Renzi. Tutte controriforme atte a cancellare i diritti della classe lavoratrice a vantaggio del dispotismo padronale. 2°- Ripristino integrale, non solo dell’art.18, ma di tutto lo Statuto dei lavoratori (Legge 300 – 1970) e sua estensione a tutto il mondo del lavoro salariato, parasubordinato o falsamente autonomo. 3°- Ripristino di un sistema d’indicizzazione di salari e pensioni (scala mobile) non con parametri governativi ma legato al reale costo della vita. 4°- Rinnovi di tutti i CCNL scaduti, pubblici e privati, con consistenti aumenti salariali. 5°- Un Contratto Unico valido per tutte le categorie del lavoro dipendente. 6°- Riduzione generalizzata dell’orario di lavoro, a parità di salario, come unica forma di abbattimento del tasso di disoccupazione; riduzione degli anni per il diritto alla pensione. 7°- Garantire lavori socialmente utili a tutti i disoccupati richiedenti con un salario adeguato al costo della vita. 8°- Garantire la destinazione delle aziende che chiudono, degli edifici non utilizzati, delle terre incolte alla creazione di posti di lavoro per iniziativa e sotto il controllo diretto dei lavoratori/trici in forme e modalità autogestionarie. 9°- Abolizione dell’accordo sulla rappresentanza sindacale sottoscritto il 10 gennaio da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, per un diritto alla rappresentanza esteso a tutte le organizzazioni sindacali. 10°- Garantire a tutti il diritto all’abitazione, l’equo-canone e abolizione immediata dell’articolo 5 del cosiddetto “Piano Casa – Governo Renzi” che prevede la negazione di luce, gas ma soprattutto residenza agli occupanti di case ad uso abitativo. 11°- Garantire il diritto alla salute e all’istruzione in forma pubblica e gratuita. 12°- Riconfermare il “ripudio alla guerra” abolendo tutte le spese militari (missioni all’estero, acquisto F35, installazione MOUS). 13°- No alle “grandi opere” costose e devastanti per l’ambiente come il Tav, l’Expo, ecc. 14°- L’eguale estensione dei diritti di cittadinanza prescindendo dal luogo di nascita.

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