Sciopero generale, Bussandri: "Legge iniqua, cambio di passo"

"Una bozza di legge che risponde più ai dettami dell'Europa che ai bisogni dei cittadini, priva di equità e che considera i pensionati come una riserva di caccia",così Bussandri, Cgil, con Cisl e Uil, per dire 'no' alla legge di stabilità

"Rivendicare un cambio di passo rispetto alla legge di stabilità oggi è quanto mai necessario, siamo davanti a una bozza di legge che ancora una volta sembra rispondere più ai dettami dell'Europa che alle esigenze del paese, una legge che ancora una volta blocca i servizi del paese con blocco del turn over e il blocco dei contratti dei pubblici dipendenti, una legge che non contiene alcuna equità fiscale e tratta i pensionati come una riserva di caccia. Occorre diminuire le tasse a lavoratori e pensionati, dare certezze sulla cassa integrazione e agli esodati, detassare la produttività, correggere la tassazione immobiliare rendendola più equa, rivedere la riforma Fornero e valorizzare la contrattazione nella pubblica amministrazione". Massimo Bussandri, Cgil Parma, apre così il comizio congiunto delle tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil in occasione della giornata di sciopero generale contro la legge di stabilità.

LA TESTIMONIANZA DI UN'IMMIGRATA - Necessario un cambio di rotta secondo i sindacati, che per manifestare il dissenso riguardo i passi compiuti dal Governo in rapporto alle richieste presentate per la tutela delle fasce deboli, hanno deciso di far parlare i lavoratori, portando sul palco le testimonianze di chi vive in prima persona il problema dell'occupazione, delle pensioni minime e della mancanza di tutela sociale. Come per Ruth Orevica, operatrice oss peruviana che nonostante i dieci anni vissuti in Italia non si può ancora definire cittadina italiana. "La mia testimonianza oggi in questa piazza mira a rafforzare le richieste al Governo per far capire come il percorso di formazione di lavoratrice e cittadina che arriva da un paese lontano non siano contrapposti uno all'altro ma funzionali e di crescita l'uno per l'altro. Non sono ancora cittadina italiana, aspetto ancora di diventarlo sebbene mia figlia sia nata a un centinaio di chilometri da qui e cresciuta a Parma, quindi si consideri da sempre italiana, ho avuto non pochi problemi burocratici, il costo del rinnovo permesso di soggiorno, i documenti di identità e espatrio per mia figlia che aveva ancora il padre in Perù, il nulla osta per il ricongiungimento di mio marito". Secondo quanto sostenuto dalla delegata sindacale, è prioritario rivedere l'impianto normativo italiano sul tema immigrazione e ridiscutere la questione dell'asilo in modo che "chi arriva non si senta disorientato ma venga accompagnato in un cammino di integrazione buona, questo è quel che arrivando qui mi è mancato più di tutto. Spero che il Parlamento affronti seriamente la questione del riconoscimento della cittadinanza ai bambini nati in italia da immigrati stranieri, negarla è un'assurdità e rappresenta un esercizio di potere da parte di chi pretende di decidere dall'esterno quale identità gli altri percepiscano di se stessi. Oggi è il momento di manifestare per far si che la parola lavoro torni a essere il cardine del nostro paese e che le persone possano permettersi di dire di no facendo ciò che vogliono fare, perchè il lavoro da dignità all'uomo. Chiediamo al Governo di farsi responsabile delle nostre richieste per portarci fuori da questo periodo buio".

LA VOCE DEI PENSIONATI - Anche la voce dei pensionati è arrivata in piazza per esprimere contrarietà alla bozza di legge di stabilità che aggraverebbe una situazione di disagio e difficoltà, non solo economica. "Vogliamo denunciare l'aumento del malessere dei pensionati, del disagio espresso però con dignità e determinazione- sottolinea Giuliana Rossi, Uil pensionati -. C' è un bisogno impellente di essere rispettati come persone che hanno contribuito a crescere nel nostro paese diventando ammortizzatori sociali per le proprie famiglie. ciò che ci offende di più è che si tenta di mettere in contrapposizione i lavoratori con i pensionati. Un finanziere pochi giorni fa ha sostenuto che i pensionati sono responsabili di avere scippato il futuro ai giovani. Siamo la cassa di risonanza di chi ha lavorato duramente per anni e vive con una pensione che spesso è decisamente inferiore ai mille euro e non è facile. Quindi è insopportabile sentirci definire dei parassiti".

LA CRISI DELLE TERME DI TABIANO - L'occupazione e la tutela dei lavoratori di aziende in crisi è un problema che secondo i sindacati deve trovare una soluzione in modo più consistente attraverso risposte concrete da parte del Governo. Un caso significativo, ricordato da un lavoratore, è quello delle Terme di Salsomaggiore Tabiano, dove i lavoratori vivono da tempo nell'incertezza occupazionale e lamentano una mancanza di dialogo con i vertici. "La nostra azienda è in crisi da anni - racconta un lavoratore delle terme - facciamo ricorso agli ammortizzatori sociali e alcuni nostri colleghi sono in cassa integrazione a zero ore da due anni. Sono calati gli arrivi, le presenze e i ricavi, dal punto di vista economico molti sacrifici che abbiamo fatto con la cassa integrazione sono stati assorbiti dalla mancanza di questi ricavi". Secondo quanto sostenuto dal lavoratore, un altro problema significativo riguarderebbe il cambio della governance dell'azienda, che avrebbe pensato soprattutto al nuovo piano industriale invece che concentrarsi sulla situazione dei lavoratori. "Non abbiamo partecipato alle decisioni per la chiusura, gli orari di chiusura degli stabilimenti li abbiamo dovuti apprendere da internet. Non si sa ancora oggi se noi potremo avere gli ammortizzatori sociali o no, questo crea paura e ansia tra noi. Dobbiamo far capire che se abbiamo fatto anni di sacrifici questo ci da il diritto di sedere al tavolo delle trattative che si devono riaprire al più presto". La richiesta delle tre sigle sindacali con lo sciopero di quattro ore è rivolta al Governo, affinchè si riveda la legge di stabilità pensando a tutelare maggiormente le fasce deboli, i lavoratori e i pensionati, rivedendo i criteri per attuare un cambiamento che punti sulla crescita gravando meno sui cittadini.

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