Agricoltura, il 18 ottobre è sciopero. "Non paghiamo colpe non nostre"

Giovedì 18 ottobre sciopero generale dei lavoratori dell'agricoltura. Ad annunciarlo Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil che sottolineano la scadenza, da oltre 9 mesi, dei contratti provinciali agricoli

Luca Ferrari, segretario Flai Cgil Parma

Giovedì 18 ottobre sarà sciopero generale dei lavoratori dell'agricoltura. Ad annunciarlo Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil che sottolineano la scadenza, da oltre 9 mesi, dei contratti provinciali agricoli. I lavoratori del comparto si asterranno dal lavoro per tutta la giornata. Poi, dopo l'incontro sindacale che si svolgerà a Bologna, decideranno come proseguire la mobilitazione. Ma chi è la controparte? Confagricoltura, Coldiretti e Cia, le organizzazioni datoriali.

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"I contratti provinciali degli operai agricoli -si legge in una nota dei sindacati- che determinano il salario dei lavoratori per il biennio 2012 e 2013, dato che il Contratto Nazionale del 2010 ha previsto aumenti per il biennio 2010-2011, sono scaduti ormai da oltre 9 mesi e si contano sulle dita delle mani i contratti rinnovati con grande fatica".

Per contrastare questa deriva, che per la sua estensione non riguarda questo o quel territorio, ma una volontà generale delle controparti, Fai Cisl, Fai Cgil e Uila Uil hanno dichiarato lo sciopero generale degli operai agricoli per l’intera giornata di giovedì 18 ottobre, contestualmente all’attivo interregionale dei quadri e attivisti di Fai, Flai e Uila Emilia-Romagna, Veneto, Friuli e Trentino Alto Adige, in programma a Bologna, Sala Dopolavoro ATC, in Via San Felice, 11/e (ore 10.00 – 14.00)".

"Dopo 9 mesi dalla scadenza – commenta Luca Ferrari, segretario generale Flai Cgil Parma - ancora le organizzazioni datoriali agricole si assumono la grave responsabilità di non riconoscere l'adeguamento dei salari dei lavoratori al costo della vita. In un settore in controtendenza nel quale nei primi mesi dell'anno aumenta l'occupazione e la produzione ci si aspetterebbe ben altra sensibilità.

Pare che gli operai agricoli debbano pagare in prima persona colpe non loro (aumenti dei costi delle materie prime e qualsiasi calamità naturale accada) quando invece lavorano da sempre con operosità e dedizione senza pari. Oltre a negare gli aumenti Confagricoltura, Coldiretti e Cia avanzano pesanti richieste normative, chiedendo di peggiorare le condizioni dei lavoratori in tema di orari, maggiorazioni e tutele contro i licenziamenti illegittimi. Riteniamo questa posizione inaccettabile. Per questo giovedì scioperiamo e per questo, se le posizioni non dovessero avvicinarsi, prevediamo un crescendo di tensioni che non gioverebbe affatto al settore".

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