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Metalmeccanici, la Fiom Cgil proclama lo sciopero a Parma

I lavoratori del comparto incroceranno le braccia per quattro ore nella giornata di giovedì 7 ottobre. Presidio del sindacato davanti alla sede dell'Unione Industriali

La disdetta del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei metalmeccanici da parte di Federmeccanica è una decisione gravissima e irresponsabile che lede i principi democratici del nostro Paese perché, in accordo con sindacati minoritari, cancella il Contratto Nazionale impedendo alle lavoratrici e ai lavoratori di potersi esprimere in merito.

Per questo la Fiom Cgil ha proclamato uno sciopero, che a Parma si svolgerà giovedì 7 ottobre e che riguarderà le ultime 4 ore di ogni turno. Contestualmente avrà luogo, dalle ore 15 della stessa giornata, un presidio davanti alla sede dell'Unione Parmense Industriali in strada al Ponte Caprazzucca.

"Ma la nostra mobilitazione - spiega Antonella Stasi, neo-segretaria della Fiom Cgil di Parma - non si conclude qui. Saremo in piazza anche il 16 ottobre, a Roma, per una manifestazione che si è riempita di contenuti che vanno oltre la Fiom, perché oltre al recesso sul CCNL c'è oggi anche l'accordo sulle deroghe introdotte dall'accordo separato, che di fatto cancella il Contratto Nazionale stesso, peggiorando i diritti e le condizioni dei lavoratori e svilendo il ruolo delle RSU. Un rischio che dobbiamo a tutti i costi cercare di evitare, e per impedirlo saremo impegnati a richiedere in tutte le aziende l'applicazione del contratto del 2008, l'unico sottoscritto unitariamente e approvato con referendum dai lavoratori".

"In occasione dello sciopero del 7 ottobre tutta la Cgil di Parma - aggiunge la segretaria generale Patrizia Maestri - sarà al fianco della Fiom per affermare il valore di questa mobilitazione che, se oggi riguarda solo i lavoratori metalmeccanici, rischia tuttavia di estendersi alle altre categoria, perché il modello fortemente negativo di relazioni sindacali che stanno dietro questa scelta scellerata può diventare un pericoloso precedente. Per questo non mancheremo di scendere in piazza anche in occasione della manifestazione del 16 ottobre, per fare in modo che il lavoro ritorni al centro dell'interesse della politica e del governo e per confermare il nostro "no" alle modalità adottate da Federmeccanica che, nel prendere una decisione così grave, non ha tenuto conto della rappresentatività della Cgil e del coinvolgimento democratico dei lavoratori".

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