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Scuola: venerdì 11 aprile il primo sciopero nazionale dei precari

L'Assemblea Nazionale dei Precari della Scuola ha indetto, per venerdì 11 aprile 2014, il primo sciopero 'precario' dei lavoratori della scuola. L'Usi/Ait, compresa la sezione di Parma, ha proclamato sciopero nazionale per la giornata

L'Assemblea Nazionale dei Precari della Scuola ha indetto, per venerdì 11 aprile 2014, il primo sciopero 'precario' dei lavoratori della scuola. L'Usi/Ait ha proclamato sciopero nazionale per la giornata: i contenuti dell'astensione dal lavoro sono esplicitamente contro il precariato dei lavoratori delle strutture scolastiche, l'abolizione dei quiz Invalsi. Lo sciopero è sostenuto anche dallo Slai Cobas e dalla Cub. 

LE RICHIESTE DEI PRECARI. L’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari della scuola, docenti e ATA, attraverso il rifinanziamento della scuola pubblica e il ritiro dei tagli Gelmini; l’attivazione di un sistema di reclutamento unitario che consenta, in tempi rapidi, nel rispetto della normativa europea contro l’iterazione abusiva dei contratti a tempo determinato, l’immissione in ruolo di tutti i docenti abilitati inseriti nelle Gae, dei neoabilitati TFA e di tutti i docenti non abilitati, seguendo, per quanto riguarda i tempi di stabilizzazione, il criterio del servizio prestato e dei titoli, e prevedendo corsi abilitanti gratuiti; l’abrogazione della Riforma Fornero, in ottemperanza ai prescrittivi pronunciamenti dell’UE sull’intollerabile abuso del lavoro precario (L. 70/1999/CE); lo sblocco del turn-over per il tramite dell’abrogazione della L. 449/97, che condiziona le assunzioni al parere favorevole del MEF, perché l’istruzione non può essere considerata e trattata come una variabile dell’economia; la definitiva rinuncia del governo alla forzata immissione dei docenti “inidonei” nei ruoli degli ATA precari; ll ritiro delle confuse e vergognose direttive sui BES, volte a tagliare posti di sostegno, che ledono il diritto allo studio dei disabili e quello all’integrazione degli immigrati. Il ripristino del rapporto 1:1 per gli alunni con gravi disabilità, in ossequio alle numerose sentenze emesse in tal senso; la soppressione dei quiz INVALSI, che calpestano le prerogative dei docenti, isteriliscono le capacità di elaborazione critica, rimodellano la didattica sulle esigenze dell’imprenditoria e costituiscono il pretesto per tagliare fondi proprio a quegli istituti che costituiscono la sola occasione di riscatto di certi territori; il rifiuto della chiamata diretta da parte dei dirigenti e di ogni altra pratica equivalente (concorsi per reti di scuole, organico funzionale per reti di scuole, etc.), da cui conseguirebbero derive clientelari e tentativi di “normalizzazione” ideologica; il ripristino dei quadri-orario anteriori alla riforma Gelmini, dei laboratori e delle discipline caratterizzanti penalizzate dai tagl; il pagamento regolare delle ferie non godute e degli scatti di carriera al personale precario e di ruolo e il pagamento regolare degli stipendi dei supplenti temporanei, spesso costretti a elemosinare le loro spettanze; Il blocco dell’incostituzionale finanziamento della scuola privata e “paritaria”, per lo più confessionale; lo stanziamento di fondi per la messa in sicurezza delle scuole, teatro, negli ultimi anni, di incidenti anche mortali; i Precari sono ben consci che uno sciopero comporta sacrificio; sono tuttavia convinti che si tratti di una forma di protesta ancora dirompente, oltre che moralmente dovuta. Auspicano, perciò, che l’11 aprile emerga con forza il dissenso di quelli che non si arrendono alla logica del “cosa fatta capo ha”, né vogliono chiudersi in un individualismo rassegnato. Insieme, con il nostro “no” solidale e deciso, possiamo invertire la rotta, per evitare di naufragare e di veder naufragare le nostre laboriose conquiste e i nostri irrinunciabili diritti di lavoratori.

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