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Ceriani Spa, lavoratori senza stipendio da aprile: è sciopero a oltranza

La mobilitazione comincerà lunedì 8 agosto. L'azienda che produce salumi versa in una grave crisi finanziaria. Nessuna banca è più disposta a finanziarla e i fornitori pretendono pagamenti anticipati

Nell’assemblea svoltasi ieri, 5 agosto, i lavoratori e la RSU della Ceriani Spa, unitamente alla Flai Cgil di Parma, hanno deciso il blocco di ogni attività (sciopero a oltranza) a partire dal prossimo lunedì 8 agosto. Nella stessa mattinata, dalle ore 6.30 circa, si svolgerà un presidio davanti ai cancelli degli stabilimenti di Mozzani e Rivazza (in Via Calestano a Poggio S. Ilario Baganza, Felino).

Il 29 marzo 2010 è stato approvato il Concordato Preventivo per la Ceriani Spa, omologato il 10 dicembre dello stesso anno. Il Piano di Ristrutturazione del salumificio prevedeva la dismissione di immobili non strumentali già nel 2010 per un valore di circa 4.950.000 euro, la prosecuzione dell'attività aziendale, la riduzione delle esigenze finanziarie.

Nulla di quanto previsto si è verificato.

Il gruppo ha sede a Uboldo (Varese) dove si trova lo stabilimento, che macella e produce salumi, occupando circa 90 dipendenti. Dei sei stabilimenti Ceriani Spa presenti sul nostro territorio, tre sono praticamente fermi (San Martino, Mozzani prosciuttificio, Monte Moro), mentre le sedi di Rivazza, Mozzani disosso, e Schianchi occupano complessivamente circa 50 lavoratori.

Ad oggi l’azienda opera con maggior continuità ma fino al mese scorso si produceva in modo discontinuo. Ciò è dovuto alla grave crisi finanziaria in cui versa l'azienda, che nessuna banca è più disposta a finanziare, mentre i fornitori pretendono i pagamenti anticipati o a breve termine.

A questo si aggiunge il forte indebitamento con Enia per la fornitura di energia e gas, e tutto ciò si è scaricato sui lavoratori, che ad oggi hanno accumulato un ritardo sulle retribuzioni ferme ad aprile (il saldo di aprile è stato messo in pagamento in questi giorni ), a cui vanno aggiunti la 14^ mensilità ed il premio di produzione previsto dal contratto provinciale delle conserve animali.

In un simile scenario continuare a lavorare e a rincorrere gli stipendi, tra acconti, impegni e scadenze spesso disattese, si corre solo il rischio concreto di peggiorare ulteriormente la già pesante situazione retributiva dei lavoratori. Per queste ragioni la decisione di proclamare una mobilitazione a oltranza è stata ritenuta non più procrastinabile dall’assemblea dei lavoratori e dal sindacato di categoria.
 

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