Sciopero taxi: in corteo da piazza Duomo contro le liberalizzazioni

Lo sciopero esteso a livello nazionale, vede l'adesione cittadina di UTI, URI, APLA, CNA. "I modi per migliorare il servizio ci sono già, non serve una licenza in più. Temiamo sia un escamotage per l'ingresso di soggetti più grandi, con pressioni politiche"

Sciopero dei taxi in piazza Duomo

Hanno occupato per oltre un'ora piazza Duomo oltre sessanta taxi, in attesa di sfilare in corteo a velocità ridotta nelle principali vie della città per rendere noto, attraverso la sospensione del lavoro dalle 8,00 sino alle 22,00 di oggi, il proprio dissenso in merito al progetto di legge del Governo Monti in tema di liberalizzazioni. Allo sciopero aderiscono UTI sezione di Parma, URI taxi, APLA e CNA. " Si è parlato di assegnare una licenza in più a ogni taxista, ma non ne capiamo la motivazione – afferma Bruno Gandolfi coordinatore nazionale UTI – . A Parma ci sono 80 taxi, con criticità legate al traffico. Noi non diciamo no in assoluto a un incremento anche minimo di licenze, il punto è stabilire quali siano i criteri. In più, non ci sarebbe la forza economica di poter mantenere singolarmente un altro taxi con un'altra persona sopra. Allora si passa alla vendita o al raddoppio netto del numero di taxi in tutta la città? Se l'obiettivo è incrementare il numero , i metodi li fornisce già la legge Bersani, vendita da parte del Comune di un numero di licenze, bando di concorso. La nostra preoccupazione è che non si tratti di un piano per migliorare il servizio, ma che sia un escamotage per l'ingresso di altri soggetti più grandi, con probabili pressioni politiche".

Tra le preoccupazioni dei manifestanti, la questione dell'extraterritorialità. "Sino ad ora i taxi lavoravano nei comuni di appartenenza, invece se dovesse diventare possibile che un taxista parta da una città per andare in un'altra a prendere una persona, si lascierebbe il servizio scoperto creando una giungla - sottolinea Gandolfi  –. Sono questioni che il Governo ancora non ha risolto ne spiegato. L'unica cosa detta dal Ministro per l'Economia è che hanno stralciato la questione del cumulo delle licenze, quindi dovrebbero essere salvaguardati la licenza individuale e il principio di non cumulabilità. Il condizionale è d'obbligo perchè non abbiamo ancora visto la stesura finale".

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"Poi si discute di tutto questo e non si parla delle spese che i taxisti hanno e che ricadono sulle loro spalle, si tratta di un servizio pubblico e i casi passati dimostrano che la privatizzazione non funzionerebbe, perchè il privato opera per il lucro, puntando sulla quantità, abbassando la qualità del servizio". Altro aspetto particolarmente sentito dalla categoria, che esula dal tema liberalizzazioni, è la questione sicurezza. Secondo quanto riferito da alcuni taxisti, sarebbero ripetuti i rischi di rapine e minacce in particolar modo in fascia notturna. "Parma da questo punto di vista è peggiorata negli ultimi anni – afferma Gandolfi –. Stiamo cercando di fare un collegamento con l'allarme con la Questura, il sistema è stato improntato ma deve ancora essere attivato in attesa di accordi con il Comune e la Questura".

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