Sciopero dei treni, caos alla stazione: tra cancellazioni e ritardi

Ennesima giornata di disagi per i viaggiatori in transito a Parma, con cancellazioni treni e ritardi per sciopero personale Toscana, uniti ai disagi provocati da giorni da Trenord

Ennesima giornata di disagi per i viaggiatori in transito alla stazione di Parma quella di ieri 16 dicembre. Lo sciopero del personale della regione Toscana indetto dal sindacato Orsa ha portato sino alle 21,00 a cancellazioni di numerosi treni, tra cui quello delle 16,43 per Pontremoli, quello delle 16,15 da La Spezia, e determinando ripercussioni anche su altri treni per coincidenze perse. Solo l'ultima batosta per i viaggiatori dopo giorni di disagi a causa delle ripercussioni provocate da Trenord per gli errori nel sistema, che in molti casi ha portato a soppressioni di collegamenti per mancanza di personale. Solo ieri, oltre a ritardi e cancellazioni per lo sciopero, ci sono state numerose cancellazioni, come per i treni per Brescia, cancellati alle 10,07, alle 10,44, alle 12,22, alle 16,44.

E quando i viaggiatori avevano la fortuna di apprendere che il treno che attendevano era previsto e non soppresso, erano costretti ad attendere anche per 90 minuti a causa dei ritardi, come per il treno Milano Roma Termini, o 45 minuti per il collegamento delle 10,56 da Milano. A causa dello sciopero il treno delle 11,05 per Milano è stato fermato a Parma, determinando ulteriore malcontento per i numerosi viaggiatori accalcati nella sala d'aspetto. Le ragioni della protesta del personale che ha portato a un'adesione quasi totale, sono spiegate in un comunicato diffuso dall'Orsa ferrovie: "Una data e uno sciopero che resteranno nella storia del sindacato delle ferrovie.

Una
partecipazione che rasenta il 100% che ha visto protagonisti: i lavoratori di Trenord che chiedono democrazia e rappresentanza nella loro azienda; un sindacato, l’Or.S.A., che il 04 luglio non ha sottoscritto il Contratto Aziendale ed è stato in grado di rappresentarne la volontà dei lavoratori attraverso una vertenza per rivendicare il referendum; un Contratto sbagliato contro i lavoratori che, in Lombardia, concede un incremento di produttività del 25% attraverso concessioni inaccettabili in materia di orario di lavoro penalizzando inoltre le retribuzioni; l’arroganza di tutti coloro che hanno respinto la richiesta di circa il 50% dei lavoratori per un referendum vincolante per l’applicazione; un’assemblea delle RSU con un mandato scaduto da cinque anni organizzata da chi non ne aveva titolo e quindi non idonea a validare un Contratto Aziendale; il quorum minimo dei voti favorevoli raggiunto con telegrammi trasmessi da chi era in ferie al mare. Le iniziative hanno riscontrato una sempre maggiore partecipazione e l’azienda, i firmatari del contratto di Trenord e le Istituzioni devono prendere atto che, per il bene dei pendolari e dei cittadini della Lombardia e per i diritti dei lavoratori di Trenord è giunto un momento non più rinviabile: rispettare il diritto dei lavoratori al referendum confermativo sul contratto aziendale. In assenza di questa disponibilità nei prossimi giorni Orsa Lombardia sarà costretta a proclamare un altro sciopero ed una serie di iniziative pubbliche a sostegno della vertenza".

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