Via San Leonardo: lavoratori Mc Donald's in presidio: 'No all'azzeramento dei diritti'

A Parma la mobilitazione si è sviluppata con un volantinaggio presso l'Autogrill Medesano Est e tramite un presidio davanti al Mc Donald's di via San Leonardo dove i lavoratori e le lavoratrici hanno distribuito volantini agli automobilisti e ai clienti, protestando per le condizioni lavorative e le decisioni della Fibe

Sciopero nazionale dei lavoratori del turismo per il rinnovo del contratto Nazionale. Oggi, 16 maggio in tutta Italia i lavoratori di alberghi, agenzie di viaggio, tour operator, bar, ristoranti associati a Confindustria, Confesercenti, Fipe Confcommercio e Fiavet, hanno incrociato le braccia per dire 'Basta!' e 'Rompere il silenzio'. A Parma la mobilitazione si è sviluppata con un volantinaggio presso l'Autogrill Medesano Est e tramite un presidio davanti al Mc Donald's di via San Leonardo dove i lavoratori e le lavoratrici hanno distribuito volantini agli automobilisti e ai clienti, protestando per le condizioni lavorative e le decisioni della Fibe che ha dichiarato il recesso dal Ccnl e ha dichiarato di voler applicare un regolamento interno in materia di diritti e di retribuzione. Una riduzione dei diritti dei lavoratori contestato dai sindacati.

"A più di un anno dalla scadenza dei rispettivi contratti nazionali -sottolineano i sindacati- in un settore che dovrebbe essere il motore della crescita del nostro Paese un milione di lavoratori sono ancora senza rinnovo. Le controparti hanno messo in campo ogni mezzo non solo per non trovare un accordo con le Organizzazioni Sindacali, ma anche (Fipe) per azzerare diritti e salario ottenuti in anni e anni di lotte. Vogliamo si riattivi un confronto vero e non si discuta di cosa togliere ai lavoratori ma di come assieme uscire dalla crisi guardando con rinnovato ottimismo al futuro". 

"Oggi siamo qui -ci racconta Salvatore Natale, giovane lavoratore del Mc Donald's e delegato Filcams Cgil- per scioperare contro la decisione di Mc Donald's e di altre aziende di non rinnovarci il Contratto Collettivo Nazionale e di cercare di eliminare il più possibile tutti i diritti che abbiamo conquistato in questi anni, sugli scatti di anzianità, vogliono ridurre drasticamente i permessi, la 14esima, la malattia. Non non ci stiamo e non vogliamo che siano sempre i soliti a pagare la crisi. Siamo qui per dire no". 

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