Scuola per l'Europa: la nuova sede, mai inaugurata, è in completo degrado

Nel Campus Universitario della città, poco dopo aver varcato il grande ingresso principale, spicca un enorme cantiere. E' la scuola per L'Europa che vive da circa un anno e mezzo una completa situazione di degrado. Il Pd cittadino denuncia la situazione e interrogherà l'amministrazione per chiarimenti.

Nel Campus Universitario della città, poco dopo aver varcato il grande ingresso principale, spicca un enorme cantiere. E' la scuola per L'Europa che vive da circa un anno e mezzo una completa situazione di degrado.

L'amministrazione cittadina aveva ridato il via ai lavori all'inizio del 2013 dopo l'accordo tra la società partecipata del Comune STT Holding e l'associazione temporanea di imprese COGE - UNIECO. In occasione del riavvio del cantiere, Pizzarotti e l'assessore all'urbanistica Alinovi si ritenevano soddisfatti perché "grazie alla disponibilità delle imprese attuatrici il cantiere ha riaperto". L'obbiettivo era quello di consegnare i lavori entro il 30 giugno 2013. Per poter dare un' idea delle dimensioni dell'opera; la scuola è predisposta ad ospitare più di 900 studenti ripartiti tra scuola materna, elementare, medie e liceo oltreché una mensa da 400 posti e un Auditorium da altrettanti.

Allo stato attuale l'opera, costata 29 milioni di euro, ospita fogliame ed erbacce in un clima autunnale che giusto si addice allo stato di abbandono del cantiere. Il capogruppo del Pd in Consiglio Comunale Nicola Dall'Olio e il segretario comunale del Pd Lorenzo Lavagetto evidenziano lo scempio cantieristico e presto interrogheranno l'Amministrazione cittadina sullo stallo dei lavori.

In questi giorni si parla dell'operato del sindaco in previsione dell'incontro del 7 dicembre in cui si presenterà il nuovo statuto comunale come risultato di un' esemplare lavoro di democrazia e trasparenza ma, denuncia Dall'Olio "non è con le modifiche allo statuto comunale che si risolleva la città". La città da tempo continua ad avere sotto i propri occhi opere non finite o che hanno avuto lunghi travagli di gestazione tramandate dalle varie amministrazioni comunali, causa di enormi sprechi di denaro pubblico. 

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La democrazia partecipata potrebbe essere valido strumento di discontinuità con le vecchie politiche che hanno portato ad una grave cementificazione della città (ora anche di dissesto idrogeologico) o rimanere un inutile proclamo politico. E' proprio con la pianificazione urbanistica che si misura  la corretta gestione politica.

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