Scuola Europea, Millecolori fa un esposto alla Corte dei Conti

L'associazione ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per la vicenda che riguarda l'esborso di 700 mila euro da parte del Comune per il completamento della struttura. Leggi il testo dell'esposto

Il cantiere della Scuola Europea

Scuola Europea. L'associazione Millecolori ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per la vicenda che riguarda l'esborso di 700 mila euro da parte del Comune per il completamento della struttura scolastica in costruzione. I firmatari dell'esposto sono: Giovanni Borrini, Luca Cominassi, Lorenzo Lavagetto, Sergio Andrea Ghiretti e Massimo Rutigliano, componenti dell'associazione Millecolori. Il sindaco Pizzarotti il 6 febbraio aveva annunciato l'imminente completamento della scuola. "Sarà pronta a settembre 2013".

ATI COGE UNIECO: 'QUESTIONE PRETTAMENTE FINANZIARIA'. "Abbiamo raggiunto l'accordo per la ripresa del cantiere, la questione prettamente finanziaria è stata risolta, un dialogo costruttivo poi quello avviato con il nuovo amministratore insediato in Stu Autority, oltre che con l'assessore Alinovi e il sindaco stesso - sottolinea Massimo Mion Ati Coge Unieco -. Crediamo di aver raggiunto un accordo virtuoso per arrivare in fondo a quest'opera. I tempi di consegna sono strettissimi, il 30 giugno prossimo, stiamo già affrontando la ripresa del cantiere, sarà un tour de force ma siamo fiduciosi di rientrare nei tempi".

IL TESTO DELL'ESPOSTO. "L’Associazione Millecolori, in persona dei sottoscritti Massimo Rutigliano, Giovanni Borrini, Luca Cominassi, Lorenzo Lavagetto e Sergio Andrea Ghiretti, con sede in Parma, b.go S. Brigida n. 1 (fax 0521/200215)

premesso

1) che il Comune di Parma, anni fa’, ha promosso la costituzione della STU Authority spa al fine di dar corso a diversi interventi connessi all’insediamento dell’Autorità per la sicurezza alimentare;

2) che tra tali interventi vi era anche la c.d. Scuola Europea;

3) che, purtroppo, successivamente all’aggiudicazione dell’appalto, i lavori di realizzazione della Scuola subivano una interruzione in quanto sembrerebbe che l’ATI appaltatrice, non ricevendo i pagamenti dei SAL, li sospendeva apponendo molteplici riserve per fermo cantiere e formulando altresì domande per la corresponsione degli interessi per ritardato pagamento dei diversi SAL;

4) che, dopo diversi tentativi, STU Authority e le imprese appaltatrici, in data 3/8/2012 pervenivano ad un accordo transattivo che, tra l’altro, oltre alle modalità per il pagamento dei SAL arretrati, prevedeva:

a) la corresponsione della somma di € 125.000,00 per interessi per ritardato pagamento dei SAL;

b) la corresponsione della somma di € 125.000,00 a titolo di risarcimento danni per fermo cantiere;

c) la rinuncia dell’appaltatrice ad ogni ulteriore e/o diversa richiesta;

d) la ripresa dei lavori alla fine dell’agosto 2012 con termine lavori alla fine del 2012;

e) la condizione risolutiva consistente nella mancata approvazione della transazione da parte del Comune di Parma ovvero, in via alternativa, nella mancata espressione di parere favorevole da parte del Comune medesimo, entro il termine di 45 gg. a decorrere dal 3/8/2012 (data di sottoscrizione dell’accordo avanti al notaio dott. Carlo Maria Canali);

5) tale transazione veniva inviata al Comune di Parma in data 6/8/2012;

6) purtroppo nessuna decisione veniva assunta dal Comune, così come nessun rilievo veniva formulato allorquando, al contrario, come meglio si illustrerà in prosieguo, qualora taluni aspetti della transazione non fossero stati chiari ovvero non condivisi, elementari principi di diligenza, correttezza e buona amministrazione, avrebbero dovuto indurre il Comune a manifestare il suo pensiero, se del caso anche critico, onde migliorare l’accordo transattivo.

Viceversa il Comune serbava un atteggiamento silente fino a quando, in data 14/9/2012, comunicava a STU Authority che si riservava una proroga di 30 gg.;

7) l’ATI appaltatrice consentiva a differire il termine per il verificarsi della condizione fino al 28/9/2012 (con riconoscimento di un termine suppletivo di 60 gg. per l’ultimazione delle opere);

8) nessuna pronuncia interveniva da parte del Comune, neppure entro il differito termine del 28/9/2012, sicché l’ATI appaltatrice (che nel frattempo, confidando nell’approvazione della transazione, aveva ripreso i lavori) sospendeva nuovamente i lavori a far tempo dall’1/10/2012 e, con atto 11/10/2012, diffidava e metteva in mora STU Authority al fine, tra l’altro, del pagamento dei SAL, del reperimento della completa copertura finanziaria, della consegna di garanzie in ordine al trasferimento dell’immobile denominato ex scuola Pascoli (il cui trasferimento costituiva parte del corrispettivo d’appalto);

9) in data 14/2/2013, da notizie di stampa, si veniva a conoscenza che era stata stipulata una nuova intesa transattiva che, per quanto qui rileva, prevedeva non più la corresponsione della somma di € 250.000,00 per le causali di cui ai precedenti punti 4 a) e 4 b), bensì la corresponsione della diversa e maggiore somma di € 950.000,00 per le medesime causali (accorpando le medesime causali in una unica voce);

10) che, pertanto, a distanza di 4 mesi e 2 giorni è stato pattuito un maggior esborso di € 700.000,00 con evidente grave danno per le pubbliche finanze;

11) che tale maggior esborso dovrebbe essere sostenuto da STT Holding spa ma il Sindaco del Comune di Parma, con nota 15/1/2013, consapevole del fatto che, nel breve termine, STT avrebbe incontrato difficoltà a far fronte a tale maggior impegno (essendo in corso una procedura di ristrutturazione del debito ex art. 182 bis L.F.) sembrerebbe aver sollecitato  comunque la definizione assicurando all’occorrenza il suo impegno a sottoporre al Consiglio Comunale una modifica del piano Investimenti volta a consentire l’erogazione, da parte del Comune, dell’importo necessario a ristorare STU Authority dei maggiori costi da sostenersi per il completamento dell’opera, nel limite di € 750.000,00;

12) che, anche in conseguenza di detta lettera (ciò si ritiene in quanto richiamata nell’atto transattivo), in data 31/1/2013 si perveniva quindi alla sottoscrizione della nuova transazione che, come sopra precisato, comporta, tra l’altro, il maggior esborso (rispetto all’accordo dell’agosto 2012) di € 700.000,00

considerato

A) che il Comune di Parma, senza alcun motivo, ha omesso di assumere qualsivoglia determinazione sulla prima e più favorevole transazione, lasciandola pertanto risolvere;

B) che per chi scrive è onere degli amministratori operare con correttezza, diligenza, tempestività al fine di evitare danni ovvero maggiori esborsi in danno delle casse pubbliche;

C) che nessuna determinazione risulterebbe essere stata assunta dal Comune entro il termine del 28/9 e ciò sembrerebbe senza neppure spiegare in alcun modo, neppure con lettere, mail, fax, determine, tale inerte comportamento, così come nessuna iniziativa sembrerebbe essere stata tempestivamente (entro il 28/9/2012) assunta al fine dell’ipotetico miglioramento del testo della transazione;

D) che tale comportamento ha di fatto comportato il venir meno dell’accordo transattivo dell’agosto 2012 e la sua successiva sostituzione con quello del 31/1/2013 che, come detto, ha previsto il suindicato maggior esborso di € 700.000,00;

E) che sulla stampa locale del 17/2/2013 è comparsa una intervista-comunicazione dell’assessore Michele Alinovi che giustificherebbe quanto sopra con il fatto che:

a) si sarebbe trattato di un debito fuori bilancio;

b) l’accordo sarebbe stato contra legem;

c) con l’accordo del gennaio 2013 si sarebbero meglio definiti profili relativi la cessione in pagamento della scuola ex Pascoli;

F) che tali asserzioni dell’Assessore sono infondate in fatto ed in diritto in quanto:

sub a) si trattava di debito che trovava copertura nel quadro economico dell’opera e nell’impegno economico cui STT Holding spa si era obbligata (il che trova conferma nel fatto che l’impegno aggiuntivo di STT-Comune è per una ulteriore somma). Inoltre la stessa lettera sindacale del 15/1/2013 che di fatto ha abilitato STU Authority alla transazione costituirebbe una garanzia di apporto economico senza l’assunzione di alcuna previa delibera, tanto più che il bilancio preventivo 2013 è stato deliberato solo il successivo 5/2/2013 (cioè 21 gg. dopo detta lettera);

sub b) non si comprende come possa affermarsi che l’accordo dell’agosto 2012 fosse contra legem (né l’Assessore lo spiega) allorquando lo stesso è stato espressamente richiamato in quello del 31/1/2013, modificando in aumento gli importi.

L’Assessore neppure ha spiegato le ragioni perché lui e/o il Sindaco non abbiano sottoposto l’accordo alla decisione degli organi competenti il che, peraltro, non risulterebbe essere stato fatto neppure prima della lettera sindacale del 15/1/2013;

sub c) detti profili ben avrebbero potuto definirsi anche prima, con un comportamento fattivo e collaborativo, sottolineandosi comunque che gli stessi, ad avviso di chi scrive, risultano ancor più favorevoli per l’ATI appaltatrice, (sul che, peraltro, nulla questio trattandosi comunque di una soluzione che non si contesta, compendiando diverse esigenze);

chiede

che la spett.le Autorità in indirizzo voglia disporre gli opportuni accertamenti ed indagini verificando se nel comportamento dei diversi soggetti in rilievo sussistono o meno profili di responsabilità che hanno causato e/o concorso a causare al Comune di Parma il maggior esborso di € 700.000,00.

Ovviamente la scrivente Associazione è a disposizione per ogni illustrazione.

In via istruttoria ci si permette di suggerire di acquisire:

1) copia della transazione 3/8/2012;

2) copia della transazione 31/1/2013;

3) copia della corrispondenza in entrata ed in uscita tra Comune di Parma – Stu Authority spa – STT Holding dal luglio 2012 al febbraio 2013;

4) copia dei pareri legali acquisiti da STU Authority al fine della transazione dell’agosto 2012;

5) chiarimenti su tutti gli aspetti da parte dell’ex presidente di Stu Authority ing. Francesco Fochi;

6) la nota di pretesi chiarimenti dell’assessore Alinovi pubblicata sulla stampa locale del 17/2/2013.

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