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Scuola Europea, il Tar accoglie il ricorso dei docenti esclusi

Secondo la sentenza del Tribunale gli insegnanti precari dovranno essere ammessi alle selezioni, anche se privi dei requisiti: la decisione è stata emessa in via cautelare

La vicenda dei docenti esclusi dal bando della Scuola Europea per il prossimo anno scolastico arriva ad un punto fermo, anche se provvisorio. Dopo la decisione di ecluderli dalla selezione, che aveva provocato proteste da parte dei docenti supportati anche da un gruppo di operatori scolastici, avevano fatto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale dell'Emilia-Romagna. La richiesta dei docenti che contestavano il nuovo bando è stata accolta dal Tar, anche se in via cautelare e provvisoria. è stata accolta. Secondo la sentenza anche loro dovranno ora essere ammessi alle selezioni, pur non disponendo dei requisiti stabiliti dal regolamento.

Alla notizia ha espresso la propria soddisfazione la senatrice Pd Albertina Soliani: "La sentenza stabilisce ciò che anche il buon senso, il diritto dei singoli, e l'interesse della Scuola per l'Europa rendevano chiari a tutti gli osservatori". Tanto da chiedersi: "Possibile che il Ministero dell'istruzione abbia dimostrato di esserne ancora una volta sprovvisto? Al Ministero non ne fanno bene una".

Anche il gruppo Maestre e Maestri autoconvocati di Parma e provincia, che aveva sollevato la questione in più occasioni, si dice soddisfatto della decisione del Tribunale. "La decisione della sezione parmigiana del Tar dell’Emilia Romagna di ammettere cautelativamente gli insegnanti precari alle selezioni per il reclutamento della Scuola Europea, non solo è un giusto riconoscimento per quei docenti che in questi anni hanno fatto funzionare la Scuola Europea di Parma, ma è la dimostrazione che la scuola non  può essere governata con una certa supponenza dai politici. Una difesa del proprio prestigio che gli insegnanti pagano da soli, affrontando le spese legali per difendere le loro ragioni.

Il gruppo Maestre e Maestri, autoconvocati, di Parma, di cui è portavoce Salvatore Pizzo, invita la comunità scolastica a tutti i livelli a premere “Affinché anche la Scuola Europea apra delle corrette relazioni sindacali, confrontandosi con i rappresentanti legittimi del personale, conclude Pizzo - è una barbarie il fatto che un’istituzione che si dice europea viaggi con criteri che esulano dalla normale organizzazione del lavoro. Se in altri Paesi avviene diversamente a Parma la rappresentatività sindacale esiste ancora, i sindacalisti avrebbero fatto notare preventivamente che si stava compiendo un visibile pasticcio”.

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