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Esclusi dai giochi studenteschi perché la scuola non è...paritaria, il preside: "Discriminati"

Protagonista della vicenda l'istituto delle medie San Paolo di via Grenoble. Due interrogazioni del senatore Giovanardi

Esclusi dalla partecipazione ai giochi studenteschi solo perchè iscritti ad una Scuola media non paritaria. Succede a Parma ma i casi potrebbero essere molto di più in tutta Italia. La Scuola Media non Paritaria San Paolo, legata alla parrocchia San Paolo di via Grenoble, è la protagonista di questa vicenda, che è già diventata di portata nazionale. Nel corso degli ultimi due anni, come ci racconta il preside Don Rossolini, "i nostri ragazzi si sono allenati durante le ore di attività motoria proprio per partecipate ai giochi studenteschi. Poi ci hanno detto che non potevamo essere ammessi poichè siamo una scuola non paritaria". I ragazzi che vorrebbero partecipare alle competizioni sono 33, tra gli alunni della seconda e quelli della terza media.

"Siamo caduti dalle nuvole, nessuno aveva pensato ad una situazione di questo tipo: non pensavamo che potesse succedere. E' il primo anno che decidiamo di partecipare ai Giochi e abbiamo fatto questa brutta scoperta: la normativa nazionale prevedere l'esclusione per le scuole come noi, quelle non paritarie. Ci sentiamo discriminati, è una doppia discriminazione, per i diritti degli studenti e per quanto garantito dalla nostra Costituzione. Gli studenti che vogliono partecipare ai giochi non possono farlo solo perchè sono iscritti alla nostra scuola". Le scuole non paritarie possono avere volontari come insegnanti e come operatori scolastici e personale amministrativo: ciò non è invece possibile nelle scuole paritarie.

"Grazie a questa possibilità gli studenti della nostra scuola pagano una retta bassa, non confrontabile con quella pagata nelle scuole paritarie. Del resto per la partecipazione ai Giochi non avremmo chiesto nessun rimborso". Sul tema il senatore Giovanardi ha presentato due interrogazioni, una al Ministro dello Sport Luca Lotti e una al Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Valeria Fedeli: chiede un cambiamento della norma al centro delle polemiche.

"Aspettiamo l'esito dell'interrogazione del senatore e stiamo anche cercando di capire se c'è la possibilità di iscriversi, se è prevista qualche deroga: speriamo che la situazione possa essere sanata in breve tempo. Per noi c'è una discriminazione evidente. Su altri temi, come per esempio quello dei vaccini, siamo tenuti al rispetto delle regole come le scuole paritarie ed è giusto che sia così. Non vedo perchè invece per partecipare ad un corsa ci sia questo tipo di esclusione. Abbiamo deciso di parlare della vicenda perchè crediamo che sia importante che la norma venga cambiata; non solo per noi ma per le tante scuole non paritarie presenti sul territorio nazionale". 

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