La scuola pubblica? Va difesa da subito: assemblea al Bizzozzero

Oggi riaprono le scuole, il 18 settembre il coordinamento Scuole promuove un incontro con genitori, docenti e studenti per organizzare le mobilitazioni: "Sì alla qualità, no alle classi pollaio"

Uno degli ultimi cortei degli studenti parmigiani

Ricominciano le scuole. E ricominciano le mobilitazioni in difesa della scuola pubblica. Domani, martedì 18 settembre, al centro civico Bizzozzero alle ore 17 si terrà un incontro pubblico 'La scuola pubblica al tempo della crisi' promosso da 'La Scuola siamo noi', coordinamento Scuole Parma per analizzare gli ultimi provvedimenti legislativi approvati o in via di approvazione per il settore scolastico e ragionare sulle condizioni delle scuole di Parma. Gli organizzatori invitano studenti, genitori, docenti e cittadini. L'assemblea sarà anche il momento per costituire un coordinamento nazionale per "un impegno unitario per la Scuola della Costituzione". Domenica 23 settembre infatti a Roma si terrà un assemblea nazionale per la scuola nella Costituzione.

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I 10 SI' E I 10 NO DEL COORDINAMENTO

Sì all’incremento progressivo della spesa per la scuola (edilizia, organici, sostegno e scuola dell’infanzia, no alle spese militari per le cosidette missioni di pace ed ai finanziamenti pubblici diretti ed indiretti alle scuole private, anche se paritarie. Sì alla scuola pubblica dell’infanzia per tutti, no alle convenzioni con le strutture private ed a qualsiasi forma di sistema integrato pubblico-privato. Sì all’estensione dell’obbligo scolastico fino al 18° anno di età con un biennio unitario, no  all’adempimento dell’obbligo nella formazione professionale e nell’apprendistato.

Sì ad una politica per la lotta alla dispersione scolastica ed in primo luogo all’estensione de tempo pieno nella scuola primaria e media, no ai progettifici selvaggi e talvolta clientelari. Sì alla qualità ed alla sicurezza della scuola con la riduzione del numero di alunni per classe fino ad un massimo di 25 (ed in ogni caso nel rispetto della normativa per la sicurezza) e con gli interventi adeguati per il sostegno e per l’integrazione degli stranieri, no alle classi “pollaio” ,ai tagli al sostegno ed ai megaistituti scolastici ingovernabili e didatticamente inadeguati.

Sì alla stabilizzazione del personale precario ed all’organico funzionale di istituto e di rete,  previa abrogazione dei limiti introdotti con il DL n. 112/08 ed al reclutamento, dopo  l’esaurimento delle graduatorie esistenti, sulla base di concorsi trasparenti. No alle assunzioni per chiamata in deroga alle graduatorie permanenti ed al principio  costituzionale del concorso pubblico.

Sì alla libertà di insegnamento ed alle forme di autovalutazione e di rendicontazione sociale, no alle interferenze esterne di aziende private e degli esecutivi locali, regionali e ministeriali ed  alle valutazioni condizionanti come i test invalsi. Sì alla laicità della scuola ed al pluralismo culturale, no alle ingerenze confessionali ed al preminente ruolo assegnato all’IRC ed a qualsiasi forma di discriminazione per motivi religiosi, razza e lingua.

Sì al rafforzamento della democrazia scolastica sia a livello di istituto che nel territorio e  nazionale del sistema scolastico statale ed al conseguente ridimensionamento del ruolo del D.S. e  del Ministro, no al processo di aziendalizzazione e di regionalizzazione, governato dai dirigenti scolastici e,  con una commistione di ruoli, dagli assessori regionali e dal Ministro. Sì al mantenimento del valore legale del titolo di studio a garanzia del principio costituzionale dell’uguaglianza e della scuola per tutti, no alla privatizzazione del sapere che riprodurrebbe le differenze tra le classi sociali e  vanificherebbe la funzione istituzionale della scuola statale.
 

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