Via Bocchi, 6 milioni per ricostruire la Racagni: sarà pronta nel 2014

Gli interventi manutentivi dell'istituto scolastico anni '50 sarebbero pari a 300mila euro l'anno, per cui l'assessore ai Lavori pubblici Aiello preferisce buttarla giù e riedificarla nello stesso punto

L’assessore ai Lavori pubblici Giorgio Aiello durante un incontro con i genitori sullo stato di manutenzione della primaria Racagni di via Bocchi: “Inutile buttar via 300mila euro all’anno. Sono una goccia nel mare e continuare così significa di fatto spendere inutilmente soldi che adesso, fra l’altro con i minori stanziamenti statali e regionali, sono pure pochi. Molto meglio tirar giù tutto e ricostruire una scuola nuova di zecca nel medesimo punto”.

La decisione arriva dopo le verifiche, condotte grazie alla collaborazione con l’Università di Parma che se, da una parte, hanno escluso problemi strutturali e di agibilità, dall’altra hanno però evidenziato tutta una serie di necessità manutentive dovute ad una struttura datata anni Cinquanta: mancanza di funzionalità, di antisimicità, un’impiantistica obsoleta che sfora tutti i parametri moderni di contenimento e risparmio energetico.

“Mettere a posto tutte queste cose è impossibile – ha detto Aiello – così nell’estate del 2012 insieme all’assessore Bernini abbiamo pensato di demolire la scuola e in due anni costruirne una nuova che possa entrare in funzione nell’anno scolastico 2014/15. Ora inizieremo la progettazione e l’affidamento dei lavori, mentre altri dovranno pensare a tutte le situazioni logistiche prima delle quali trasferire momentaneamente 16 classi, possibilmente, nello stesso edificio”.

I lavori della Racagni costerebbero all’incirca sei milioni di euro che saranno risparmiati dalla non realizzazione della nuova scuola nel Cittadella e a San Pancrazio, “opere importanti e che sono solo rinviate – aggiunge Aiello – ma che di fronte ad un’urgenza non possono avere la nostra priorità”.
Circa la situazione attuale, Aiello ha rassicurato non ci siano problemi di agibilità: “Però qualche lavoro lo faremo anche la prossima estate, in attesa della demolizione e ricostruzione”. Si tratta di una vetrata di vetrocemento rigonfiata che sarà sostituita da un serramento tradizionale.

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