Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Scuola, retromarcia sull'apertura: sarà al 60% e non al 100%

Infanzia, elementari e medie saranno invece in presenza a Parma e provincia

Dal 26 aprile la scuola in presenza non sarà al 100%, come annunciato, ma al 60%. La bozza del decreto legge che sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri nelle prossime ore contiene infatti un compromesso tra governo e regioni sulla scuola. Non ci sarà, infatti, il ritorno in presenza da lunedì per tutti gli studenti delle superiori. Erano state molte le voci di protesta contro il provvedimento, come quella dei presidi di Parma e provincia. 

Quella della scuola in presenza al 100% era una soluzione "tecnicamente impraticabile" secondo i presidenti di regioni per due motivi: la capienza dei traporti pubblici ridotta al 50% per le normative anticovid e i limiti strutturali delle scuole italiane, che non consentono di rispettare le restrizioni con la presenza di tutti gli studenti. Nella bozza il governo prevede dunque dal 26 il ritorno in classe almeno al 50% per gli studenti delle superiori nelle zone rosse e almeno al 60% e fino al 100% in quelle arancioni e gialle. Infanzia, elementari e medie saranno invece in presenza in tutta Italia. Una soluzione alternativa sarebbe stata quella di allungare l'anno scolastico. Ma i sindacati della scuola si sono opposti. 

Il governo Draghi fa dunque retromarcia su quanto detto dal presidente del Consiglio durante la conferenza stampa di presentazione del decreto sulle riaperture dal 26 aprile. La fa perché la Conferenza delle Regioni aveva considerato irrinunciabile il punto. E perché nella sua maggioranza c'è chi ha appoggiato gli enti locali.

Per asili, elementari e medie invece rimane tutto come previsto: "Dal 26 aprile e fino alla conclusione dell'anno scolastico 2020-2021, è assicurato in presenza sull'intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l'infanzia, dell'attività scolastica e didattica della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, nonché delle attività scolastiche e didattiche della scuola secondaria di secondo grado, almeno per il 50 per cento della popolazione studentesca. Le disposizioni di cui al primo periodo non possono essere derogate da provvedimenti dei Presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano e dei Sindaci".

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