Riaperta la seggiovia Lagdei- Lago Santo, Cai: "A settembre scade la proroga ministeriale"

A riguardo, come Club Alpino Italiano stiamo valutando già da tempo la possibilità di realizzare una struttura alternativa, vista l’attuale legislazione non propensa ad una continuità dell’attuale seggiovia

"Da sabato 12 luglio la seggiovia Lagdei-Lago Santo torna in funzione -si legge in una nota del Cai. Un servizio per tutti gli amanti del nostro Appennino, interessati a trascorrere il proprio tempo libero tra sentieri, cime, rifugi e natura. Il CAI di Parma esprime il proprio sollievo per il risultato ottenuto; in questo modo anche l’estate 2014 sarà garantita: per il nostro territorio, per i suoi visitatori, per le sue attività. Sono tuttavia degli anni che la nostra associazione in varie sedi ha espresso le proprie criticità circa le valutazioni di economicità della struttura, ma al contempo la ritiene basilare per l’approvvigionamento e la funzionalità logistica del nostro Rifugio al Lago Santo, specie riguardo ai lavori di manutenzione che periodicamente la sezione mette in atto.

Resta quindi aperta la questione per gli anni a venire. L’attuale legislazione non permette una prosecuzione dell’utilizzo della seggiovia esistente e già dal prossimo settembre, quando scadrà la proroga ministeriale, l’area Lago Santo non sarà più servita da alcuna struttura di risalita. Il CAI di Parma non nasconde le difficoltà oggettive nell’operare senza uno strumento di servizio, non solo per i numerosi escursionisti e le famiglie che decidono di trascorre il proprio tempo libero nella natura: la mancanza di un impianto di risalita che possa essere utilizzato anche come mezzo di trasporto per rifornimenti, materiali e strumentazioni per le manutenzioni non agevola né il Rifugio né gli interventi che lo stesso CAI di Parma mette in atto periodicamente sull’immobile e sui sentieri o percorsi più alti. A tal fine il CAI di Parma, senza alcun altro aiuto ha messo in atto poderosi investimenti, anche indebitandosi (vedi installazione linea elettrica), per fronteggiare questa situazione di incertezza 150° Fondazione che mette a repentaglio la stessa vita economica del rifugio oltre che la continuità dell’attività del gestore che non può programmare la propria attività su un arco di lungo termine.

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A riguardo, come Club Alpino Italiano stiamo valutando già da tempo la possibilità di realizzare una struttura alternativa, vista l’attuale legislazione non propensa ad una continuità dell’attuale seggiovia. Sono al vaglio varie ipotesi che crediamo di voler condividere con i vari attori presenti sul territorio (amministratori pubblici, Parco, Comune e altri soggetti “volenterosi”). L’auspicio è comunque quello di trovare una soluzione condivisa che permetta a tutti gli interessati – attività ricettive, gestori, escursionisti, turisti – di poter continuare a fare del nostro Appennino una delle mete più frequentate in tutte le stagioni".

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