Sentinelle in Piedi: "In 10 mila in tutta Italia, lobby Lgbt"

"Gruppi aggressivi – anche a Parma – hanno urlato insulti e offese nei confronti di chi vegliava silenziosamente accusandoli di essere omofobi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Erano 10mila le Sentinelle in Piedi che domenica hanno invaso 70 piazze italiane per la libertà d’espressione e per il diritto dei bambini ad avere un papà e una mamma. Per un’ora i veglianti hanno sostato immobili nelle piazze leggendo un libro, a un metro di distanza l’uno dall’altro. Una straordinaria manifestazione di libertà.

In almeno 20 delle piazze in cui erano presenti, le Sentinelle in Piedi sono state fortemente contestate. Gruppi aggressivi – anche a Parma – hanno urlato insulti e offese nei confronti di chi vegliava silenziosamente accusandoli di essere omofobi. Non solo, a Bologna, Napoli, Rovereto, le contestazioni sono sfociate in lanci di oggetti e aggressioni ai danni delle persone. A chi ci ha contestato in maniera così aggressiva vogliamo ribadire che è assurdo accusarci di violenza e omofobia usando la forza e slogan aggressivi. Noi dissentiamo da loro ma non ci sogneremmo mai né di insultarli né di alzare un dito. Siamo in piazza per la libertà di tutti, perché riteniamo che la libertà di espressione, anche di esprimere dissenso, debba essere la base di una democrazia.
 
Sappiamo che i fronti della nostra mobilitazione toccano corde molto profonde dell’uomo: la vita e la famiglia, ma noi riteniamo che ci sia una minoranza debole e silente che non può esprimersi e che va tutelata: i bambini. Hanno diritto ad avere un papà e una mamma e soprattutto a nascere da un atto d'amore gratuito, senza essere fabbricati come oggetti pronti al consumo. Riteniamo inoltre che il matrimonio sia solo quello fondato sull’unione stabile fra un uomo e una donna e che la famiglia sia la cellula base della nostra società.
 
Questi episodi di violenza, anche se solo verbale, mettono in evidenza due aspetti importanti. Da un lato confermano l’urgenza di mobilitarsi contro un testo di legge, il ddl Scalfarotto sull’omofobia, dalla portata liberticida. Se infatti oggi si viene accusati di omofobia, peggio aggrediti, soltanto per il fatto di stare in silenzio nelle piazze e manifestare il legittimo dissenso verso un provvedimento legislativo, cosa accadrà domani, se la legge entrerà in vigore? Dall’altro lato evidenziano il grandissimo inganno delle politiche Lgbt portate avanti da una lobby piccola ma potente, che alimenta la presunta contrapposizione tra omosessuali ed eterosessuali.
 
Dietro la rivendicazione di presunti diritti negati, questa lobby si arroga il diritto di parlare a nome di tutte le persone omosessuali o transessuali, senza considerare che tra queste c’è chi è del tutto contrario alla pretesa di diritti declinati in base all’inclinazione sessuale. Molte di queste persone vegliano nelle piazze e sono Sentinelle.
 
Non solo, con lo stesso approccio di contrapposizione le Sentinelle in Piedi vengono goffamente catalogate con la comoda e vecchia etichetta dei “catto-reazionari”, “ultra-conservatori” o bigotti. Ribadiamo che Sentinelle in Piedi non è un’associazione, né un partito, né un movimento, bensì una resistenza pacifica di liberi cittadini, una rete apartitica e aconfessionale. La partecipazione alle veglie è unicamente individuale. Chi non accoglie questo stile e questi princìpi non può partecipare alle attività delle Sentinelle in Piedi e men che meno può rappresentare le stesse.  Non accettiamo “adesioni” di gruppi, partiti o associazioni. Rifiutiamo fermamente e categoricamente ogni forma di violenza, compresa ovviamente quella verbale. Non possiamo per questo permettere che gruppi di estrema destra cerchino di strumentalizzare la nostra presenza di piazza per ottenere visibilità o per legittimare azioni che nulla hanno a che vedere con la nostra resistenza.
 
In piazza con le Sentinelle vegliano donne, uomini, operai e avvocati, insegnanti e genitori, bambini e anziani, cattolici, musulmani, non credenti, e anche persone che si sono apertamente presentati come omosessuali. Questo perché la libertà di espressione non conosce colore politico, bandiera associativa o religione e non conosce nemmeno inclinazione sessuale. La libertà ci riguarda e ci interpella tutti, per questo occorre scendere in piazza, non per odio verso qualcuno, ma per amore verso tutti e fermamente contro la violenza di chi vuole imporci un pensiero unico, metterci gli uni contro gli altri e tapparci la bocca o zittire le coscienze.

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