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Vivere in una cabina contatori: la storia di due senza fissa dimora

La storia di due senzatetto di 38 anni, che dopo aver perso un lavoro in nero nelle campagne di Rossano si sono trasferiti a Parma. Senza casa nè lavoro dormivano al Parco Ducale, ora nel sotterraneo del parcheggio multipiano di via Abbeveratoia

Vivere in un locale tecnico tra generatore e contatori nel sotterraneo di un parcheggio, con cartoni e coperte per far fronte alla notte, con un tetto per metà in cemento armato e per metà aperto da una grata da cui filtra l'acqua e cadono foglie e rifiuti della strada. Queste le condizioni di una coppia di senza fissa dimora romeni di 38 anni, che da un mese è costretta a vivere in un riparo di fortuna lontano dagli occhi dei passanti, per cercare di far fronte all'inverno. Hanno deciso di raccontare la loro storia a ParmaToday nella speranza che qualcuno possa intervenre.  La loro storia è iniziata a Rossano, dove si sono trasferiti alla ricerca di un lavoro. L'avevano trovato in campagna, prendendo una paga di 25 euro al giorno per 12 ore di lavoro, senza contratto e senza alcuna garanzia. Con la perdita del lavoro l'inizio dei problemi per la coppia, che in mancanza di risorse proprie si è ritrovata in mezzo a una strada e ha pensato di partire per Parma alla ricerca di un'occupazione. Da qui solo l'inizio di una serie di difficoltà, prima fra tutte la ricerca di una casa e di un lavoro.

I due vivono a Parma ormai da 5 mesi e il fatto di non poter contare su un luogo in cui dormire e su risorse economiche minime li ha spinti a rifugiarsi al Parco Ducale per trascorrere le notti. Col buio i cartoni disposti dietro il Teatro al Parco e la speranza di passare la notte senza troppi problemi. Ma con l'arrivo del freddo e del maltempo per l'urgenza di un riparo i due si sono rifugiati nel locale tecnico dei contatori nel sotterraneo del parcheggio multipiano di via Abbeveratoia. Raccontano di vivere nel locale tecnico da circa un mese. Una situazione di disagio estrema, come attestato anche dalle immagini.

Uno spazio esiguo ricavato tra i contatori e un generatore non più in funzione, giusto qualche metro lo spazio per disporre i cartoni, le coperte e qualche indumento per passare la notte. 
Condizioni aggravate anche dal maltempo dei giorni scorsi che, oltre a rifiuti e foglie secche con le pioggie ha reso pressocchè impraticabile il riparo di fortuna ormai quasi totalmente allagato per via del tetto che è aperto per metà verso l'esterno da una grata. I due raccontano di aver chiesto ripetutamente aiuto ma che sinora si sono sentiti abbandonati dalle istituzioni. Della loro storia dopo la segnalazione si stanno occupando l'associazione Pane e Vita onlus e la Caritas, nell'intento di fornire un aiuto concreto ai due.

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