Senzatetto, da 'Pane e Vita' l'idea di una casa d'accoglienza in provincia

Un pranzo all'aperto per condividere una giornata insieme ai volontari e raccogliere fondi per l'associazione. Nuovi progetti, tra cui un centro diurno per i bambini donne senza dimora e una cooperativa sociale dove i senzatetto possano coltivare la terra

Una giornata insieme ai volontari e agli amici dell'associazione quella organizzata in località Bannone da Pane e Vita, nell'intento non solo di condividere un momento di festa ma anche di riuscire a raccogliere fondi per sostenere le attività dei volontari e parlare dei nuovi progetti. L'associazione è nata 6 anni fa a Parma dalla determinazione di un piccolo gruppo di persone motivate dall'intento di aiutare, autofinanziandosi, chi vive senza una fissa dimora, fornendo cibo, coperte, vestiti ma soprattutto un riferimento concreto e reale ogni settimana. Da allora il gruppo si è allargato e il numero di volontari e di amici che conoscono Pane e Vita è cresciuto notevolmente, riuscendo ad aiutare circa un centinaio di persone a sera, sia alla stazione che in diversi punti della città, spostandosi con un camper colorato divenuto uno dei simboli dell'associazione.

Il pranzo organizzato in un fienile ristrutturato a Bannone l'occasione per raccogliere fondi
offrendo un pranzo solidale, preparato dai volontari che da giorni si sono adoperati per la buona riuscita dell'incontro. Non è mancata anche una "riffa", con premi messi a disposizione da negozi e centri cittadini a sostegno dell'associazione, tra cui Coccinelle, Brando, Spa center di via Rustici. Quanto raccolto, qualche centinaio di euro, andrà a sostenere le spese dell'associazione, come sottolineato dal Presidente Luigi Martusciello.

Tante le idee in fase di sviluppo, nell'intento di continuare a crescere fornendo un aiuto concreto che si stacchi dall'assistenzialismo fine a se stesso. In quest'ottica stanno prendendo piede due idee in fase di progettazione. La prima riguarda la costituzione di una cooperativa Pane e vita, una sorta di casa di accoglienza per senza dimora in un casolare fuori città, dove permettere a chi ha vissuto per anni per strada di rifarsi gradualmente una nuova vita partendo dalla terra. L'idea, come sottolineato da Martusciello, quella di far si che nella struttura vivano alcune persone per dedicarsi alla coltivazione dei prodotti della terra, magari anche allevando piccoli animali, nell'intento poi di venderne i prodotti al mercato del sabato a Parma.

I più giovani di loro potrebbero anche offrirsi di fare piccoli lavori di giardinaggio o altri lavori manuali per chi vive nei dintorni, abbiamo già a disposizione una struttura a Medesano per poter fare tutto questo, ora si tratta di ottenere le autorizzazioni previste e cercare di riuscire a mettere in piedi questa idea, proprio nell'ottica di creare una cooperativa per dare una nuova vita a chi pensava di non avere più una seconda possibilità".

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Altro progetto importante ideato dall'associazione quello pensato per i bambini di donne senza dimora, costretti a stare nei dormitori. Se ne conterebbero almeno una ventina secondo una stima dell'associazione, l'intento è quello di ottenere una convenzione con il Comune e aprire una sorta di struttura di accompagnamento per i bambini con un operatore e i volontari dell'associazione, dove le madri possano lasciare i propri figli la mattina e riprenderli la sera. La struttura potrebbe essere un modo di fornire anche un importante servizio di educazione oltre che di socialità e di supporto ai minori che stanno dietro realtà difficili. "Sappiamo che non sarà facile riuscire a realizzare tutto questo ma si può, ognuno di noi nel suo piccolo può fornire un aiuto importante per chi è in difficoltà, sono valori,come diceva anche John Lennon nella sua Imagine, che non dovrebbero mai essere messi in discussione in una società civile".

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